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venerdì 15 marzo 2013

AdSense e il Responsive Web Design

Responsive Web Design (Wikimedia)
Articolo originale: How to use Google AdSense Ads on Responsive Websites

Ormai che gli smartphone e i tablet stanno prendendo sempre più piede il responsive web design, cioè un tipo di layout che si adatti automaticamente al tipo di terminale con cui l'utente naviga, sta diventando una necessità (è caldamente consigliato anche da Google). Nel post segnalato si fa riferimento a come inserire facilmente Google AdSense in questo tipo di siti: purtroppo i banner non si adattano automaticamente  ma con un piccolo codice javascript, simile a quello visto per i test a/b, saremo in grado di inserire il banner adatto in funzione della larghezza della finestra del browser:


<script type="text/javascript">

    var width = window.innerWidth 
        || document.documentElement.clientWidth 
        || document.body.clientWidth;

    google_ad_client = "ca-publisher-id";

    if (width > 800) {
    // Load the Leaderboard 728x90 Unit for wide screen
    google_ad_slot = "ad-unit-1"; 
    google_ad_width = 728; 
    google_ad_height = 90;
    } else if ((width < 800) && (width > 400)) { 
    // Load the 300x250 Medium Rectangle 
    google_ad_slot = "ad-unit-2"; 
    google_ad_width = 300; 
    google_ad_height = 250;
    } else { 
    // For small screens, load the 468x60 banner 
    google_ad_slot = "ad-unit-3"; 
    google_ad_width = 468; 
    google_ad_height = 60;
    }

</script>

<script type="text/javascript"
    src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js">
</script>

il trucco sta nell'uso della variabile window.innerWidth che tiene traccia della dimensione della finestra video; il codice tiene conto anche di vecchie versioni di IE che non usano quella variabile. Il codice è stato approvato dal team Google.

venerdì 1 marzo 2013

Inserire efficacemente AdSense in un sito (2): il test A/B

Test A/B (da The Ultimate Guide To A/B Testing di Paras Chopra - Smashing Magazine)

Articolo originale: The ABCs of A/B Testing

Nel precedente articolo abbiamo visto quali sono le posizioni consigliate per un banner AdSense e si è detto che è importante fare esperimenti, ma come? Tramite un test A/B. Un Test A/B è un esperimento che si conduce quando si vogliono confrontare due versioni di una stessa cosa per capire quale è migliore. La foto in apertura è assai esplicativa: si vogliono per esempio confrontare due layout di pagina web per capire se la differente posizione del Signup Form, cioè della casella di iscrizione (evidenziata con un cerchietto rosso), incide nel numero di persone che decidono di registrarsi al sito, per capirlo, in maniera del tutto casuale, si si fa in modo che la metà degli utenti che accede normalmente al sito veda la pagina con il layout A e l'altra metà quella con il layout B, dopo un po' di tempo si osserva che il numero di registrazioni ottenute dalla versione B è di 75 invece quelle ottenute dalla versione A sono 50, ciò implica che la pagina con il layout di tipo B è migliore di quella con il layout A. Direi che è piuttosto semplice evidenziamo però alcuni passaggi chiave che sono peculiari del Test A/B:
  • Possiamo testare due situazioni che differiscono di un solo particolare per volta; cambiare più parametri contemporaneamente non ci permetterebbe di capire quale ha influito effettivamente, in questo caso si dovrebbe creare un esperimento per ogni parametro (oppure utilizzare un test multivariato, più complesso)
  • Le due situazioni vanno testate simultaneamente: fare visualizzare per un mese il layout A e per il mese successivo quello B non è un Test A/B; solo assicurando parità di condizioni di traffico, tempo, utenti puoi avere un giudizio statisticamente valido
  • Fai in modo che ogni volta una delle due situazioni sia quella corrente: confrontare ogni volta con una situazione di riferimento ti permette di capire come ogni singolo parametro può influire in positivo o in negativo
Cosa si può testare con questo tipo di analisi statistica? Qualunque cosa:
  • la posizione di un banner pubblicitario
  • il colore degli annunci
  • il layout della pagina
  • ...
L'esperimento può essere condotto in due modi:
  1. Utilizzando del codice scritto ad hoc da noi 
  2. Affidarci a Google Analytics e alla sua funzione Esperimenti
Limitandoci alla verifica di posizionamento o tipologia di un banner AdSense vediamo come condurre i due esperimenti.

Soluzione ad hoc

Innanzitutto dobbiamo creare due o più canali personalizzati di AdSense, per ogni canale creeremo una unità pubblicitaria diversa da testare e saranno proprio i canali personalizzati a fornirci le indicazioni per poi dare un giudizio finale.


Banalmente adesso basta inserire nella pagina, nella posizione in cui devono comparire i banner questo codice:

<script type="text/javascript">
var random_number = Math.random();
if (random_number < .5){
//Sostituiscimi con il codice banner uno

} else {
//
Sostituiscimi con il codice banner due
}
</script>
<script type="text/javascript" src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js"></script>
 

Che abbiamo scritto? Il primo e l'ultimo rigo indicano che stiamo inserendo uno script Javascript; nel secondo rigo assegniamo ad una variabile un valore pseudocasuale decimale compreso tra 0 e 1; il terzo rigo indica una scelta: se il valore casuale è minore di 0,5 allora verrà visualizzato il codice del banner di tipo uno che dobbiamo inserire proprio qui, altrimenti verrà visualizzato il codice del banner due che andrà inserito dove indicato.

Ricordo che AdSense in generale proibisce la modifica materiale del codice da inserire, ad ogni modo permette ai publisher di effettuare questo tipo di esperimenti sebbene non fornisca nessun tipo di supporto.

Analizzando i risultati dei canali personalizzati se ti accorgi che col passare del tempo uno dei banner fornisce risultati chiaramente migliori dell'altro, basterà rimpiazzare il codice precedente con quello del banner o procedere ad un nuovo esperimento.

Usare Google Analytics


Fino a qualche tempo fa esisteva un servizio Google proprio per i Test A/B o per le analisi multivariate, il suo nome era Google Website Optimizer, da qualche tempo questo servizio è stato chiuso ed è stato integrato con Google Analytics per accedervi, dovete avere attivo sul vostro sito Google Analytics quindi dal menu Contenuti > Esperimenti accederete a questa schermata


Una volta inserito l'indirizzo della pagina da migliorare e cliccato su inizia a sperimentare vi troverete a delle schermate le quali attraverso un percorso guidato vi faranno inserire gli indirizzi della pagina base di riferimento e di quelle modificate


Potrete poi scegliere il tipo di metrica da misurare (visitatori, rimbalzi, tempi di permanenza...) e quanti dei vostri utenti devono partecipare all'esperimento


Verrà quindi creato del codice da inserire che Analytics monitorerà per voi


Questo codice fa sì che ad ogni visitatore del vostro sito (o ad una percentuale definita a priori) vengano casualmente fatte vedere o la pagina originale o una delle pagine modificate e il sistema terrà traccia del suo comportamento; ricordate di aggiungere nella privacy policy del vostro sito che utilizzate di Analytics al fine di condurre test A/B con tutto ciò che ne consegue

Che sia fatto con misure ad hoc o tramite Analytics a questo punto la domanda che viene in mente è: per quanto tempo devo condurre l'esperimento? La risposta non è banale: dipende dal numero di visitatori e da quanti tra di essi partecipano all'esperimento; poco tempo non è utile perché non darebbe informazioni statisticamente valide, troppo tempo potrebbe costarvi in termini di denaro, poiché rinuncereste ai proventi forniti dalle pagine più performanti non visualizzate dagli altri utenti; dipende anche dal tipo di sito e da che cosa state testando: se il sito è uno di quelli che ha un traffico costante oppure stagionale, se testate la vendita di un prodotto o un banner. In generale il mio consiglio è di effettuare tantissimi test A/B, con piccolissime modifiche, della durata di un mese l'uno, in continuo: è quello che fanno Google o Facebook con le loro pagine, qual'ora il sito ricevesse traffico solo in determinati periodi dell'anno concentrate in quei periodi gli esperimenti. Potete utilizzare questa calcolarice per stimare il tempo necessario per il vostro esperimento (dovete però essere a conoscenza di quanto vi aspettate che l'esperimento migliori la resa, cosa che potete solo augurarvi di sapere). Potete poi utilizzare quest'altra calcolatrice per verificare se effettivamente il risultato è significativo dal punto di vista statistico.

giovedì 28 febbraio 2013

Inserire efficacemente AdSense in un sito: il posizionamento

Web site idea (di Leonid Mamchenkov - Flickr)

Mio articolo originale: AdSense e Blogger: inserimento e ottimizzazione

Dove inserire gli annunci pubblicitari affinché siano più cliccati, è uno dei dilemmi più frequentati per chi studia il layout di un sito web. Non esistono ricette magiche, solo comportamenti statisticamente più corretti, frutto di prove continue e di esperienza. Nell'articolo linkato parlavo dell'inserimento in un blog su piattaforma Blogger, ora vorrei fare un discorso più ampio e relativo al tipo di sito.

Partiamo da una immagine di riferimento, la heat map fornita tempo fa da Google.
Heat Map posizionamento banner (più il colore è scuro più è visibile il banner)
La mappa termica ci fa capire come il posizionamento migliore di un banner sia funzione di:
  • Altezza nella pagina. Più in alto è meglio è: la pagina viene visualizzata dal browser, dall'alto verso il basso, ragion per cui è conveniente che i banner siano piazzati above the fold, cioè nella prima schermata caricata della pagina (generalmente l'above the fold è un posizionamento all'interno di un rettangolo immaginario di 1024 x 780 posizionato in alto a sinistra rispetto alla pagina e che corrisponde alla schermata standard di un monitor).
  • Ordine di lettura. Posizionare i banner a sinistra e meglio che a destra: noi occidentali leggiamo da sinistra verso destra, quindi il nostro occhio è abituato a posizionarsi immediatamente a sinistra di ciò che osserviamo per leggere.
  • Vicinanza con il contenuto. Nel corso degli anni gli utenti hanno sviluppato quella che definiamo banner blindness, cioè una cecità ai banner: gli utenti sanno inconsciamente che quei rettangoli sono pubblicità e non la leggono nemmeno andando direttamente al contenuto cercato. Posizionare i banner vicino ai contenuti permette di contrastare questo fenomeno: subito prima, tra il titolo e il contenuto, subito dopo appena prima dei commenti.
A queste considerazioni va aggiunta una cosa fondamentale: l'utente deve sapere che sta cliccando su una pubblicità, non deve essere ingannato ne messo in condizione di cliccare per sbaglio su una pubblicità, pena l'esclusione dal circuito AdSense. La pubblicità deve essere percepita dall'utente come un approfondimento a ciò di cui si sta parlando nella pagina. Dei click fraudolenti e sul come evitarli ne abbiamo già parlato qui.

Google ha, nel corso degli anni, fornito indicazioni su dove collocare i banner all'interno di una pagina, con una serie di post sull'ottimizzazione pubblicate anni fa sul blog di AdSense; le proposte si basano su una classificazione dei siti web secondo 4 layout principali.

I quattro layout
La foto mostra le quattro tipologie più comuni:
  1. Contenuto a piena pagina
  2. Contenuto su due colonne e con barra laterale di navigazione a sinistra
  3. Contenuto distribuito su più colonne
  4. Contenuto su due colonne e con barra laterale di navigazione a destra

Per ogni tipo di layout è proposta una strategia di posizionamento. Per i siti a tutta pagina sono consigliati questi posizionamenti

Posizionamento per layout di tipo 1: a piena pagina
  1. Un leaderboard (728 x 90) immediatamente sotto il titolo o logo e prima del contenuto
  2. Un rettangolo all'interno del contenuto a sinistra; "Rettangolo grande" (336 x 280) o “Rettangolo medio” (300 x 250). Questa idea è particolarmente indicata per i nuovi siti che non contengono ancora molto testo.
  3. Due rettangoli all'interno del contenuto: il primo a sinistra, il secondo in basso a destro come logica conclusione di ciò che si legge. Indicato per i siti che hanno superato la prima fase di pubblicazione e vogliono introdurre un po' di varietà. Con il progressivo aumento del testo nella pagina, puoi inserire fino a 3 insiemi di annunci. Inoltre, puoi utilizzare questa tecnica per alternare il testo con tue immagini sui lati opposti della pagina.
  4. Un leaderboard iniziale e il rettangolo in basso a destra

Per il secondo layout, quello con sidebar laterale a sinistra sono consigliati
Posizionamento per layout di tipo 2: sidebar a sinistra
  1. Leaderboard sotto il titolo e un insieme di link nella sidebar, indicato se hai molto testo e molte immagini da visualizzare.
  2. Banner verticale nella sidebar, come prima indicato se hai molto testo e molte immagini da visualizzare.
  3. Banner verticale nella sidebar e rettangolo in basso a destra a chiusura articolo; è indicato per i siti con ancora più testo.
  4. Leaderboard e rettangolo in basso a destra, come il 3 è indicato per i siti con ancora più testo.
Per il terzo layout, quello con contenuto distribuito su più colonne, vengono contemplate anche il posizionamento dei link di navigazione indicati in ciano

Posizionamento per layout di tipo 3: a più colonne
  1. Questo layout è consigliato per i siti con una grande quantità di contenuti grafici che occupano più spazio e richiedono di essere inseriti tra sezioni di testo. Sul lato sinistro della pagina è presente una barra di navigazione verticale, mentre il testo e le immagini si trovano al centro e sul lato destro. Nella parte superiore della pagina si trova infine un blocco di annunci di tipo leaderboard direttamente sotto il logo o il titolo. Utilizzando questo suggerimento, l'insieme di annunci viene messo in risalto e integrato negli elementi della pagina nell'area più visibile, ossia quella che appare immediatamente all'utente prima di dover scorrere la pagina.
  2. Come il layout precedente, può essere utilizzato in pagine ricche di contenuti testuali e grafici. In questa proposta, tuttavia, la barra di navigazione è orizzontale e il blocco di annunci, un "Rettangolo grande" (336 x 280) o un "Rettangolo medio" (300 x 250), è affiancato al testo. Ciò consente di mettere maggiormente in risalto gli annunci. Questa struttura rappresenta una valida alternativa per quelle pagine in cui la notizia o l'articolo più importante si trova al centro.
  3. In questo gli annunci sono collocati alle estremità opposte della pagina e possono attirare l'attenzione dei lettori che consultano la barra di navigazione o un articolo secondario sul lato destro della pagina. Il primo blocco nell'angolo in alto a sinistra può essere un "pulsante" (125 x 125) o un insieme dei link, mentre l'altro blocco nell'angolo in basso a destra può essere un "Rettangolo medio" (300 x 250).
  4. L'ultimo layout è costituito da un "Rettangolo grande" (336 x 280) al centro della pagina e da uno "Skyscraper" (120 x 600) sul lato sinistro. In questo caso, la barra di navigazione può essere collocata nella parte superiore della pagina.

Rimane lo schema 4 quello con la sidebar a destra che per molti anni è stato il formato standard dei blog. Le soluzioni proposte sono ovviamente speculari a quelle dello schema 2 con sidebar a sinistra.
Posizionamento per layout di tipo 4: sidebar a destra
  1. Leaderboard sotto il titolo o logo della pagina
  2. Banner verticale nella sidebar, questo e il precedente sono ovviamente indicati quando si vuole visualizzare molto testo o immagini
  3. Rettangolo all'interno del testo e banner verticale nella sidebar, differenziando leggermente i colori del rettangolo l'annuncio risalterà maggiormente agli occhi
  4. Leaderbord e banner verticale, pur coprendo interamente la pagina permettono l'inserimento di grandi quantità di testo

Nel corso degli anni Google ha modificato l'algoritmo attraverso il quale vengono indicizzati, ordinati e mostrati i siti pertinenti con le ricerche effettuate dall'utente, recentemente dopo gli aggiornamenti Panda e Penguin, ha cominciato a penalizzare siti che espongono troppa pubblicità e in maniera molto intrusiva, considerandoli sinonimo di scarsa qualità; osserva il video 


Dal layout proposto si intuisce che Google considera oggi un buon layout quello che loro stessi chiamano Schema ad F. Un grosso banner orizzontale sotto il titolo (il leaderboard), un piccolo quadrato sulla destra in alto sopra la sidebar destra e un banner verticale anche in basso sulla sinistra sotto la sidebar sinistra. L'idea è che i banner devono integrarsi, ma allo stesso tempo distinguersi nel flusso di lettura, posizionandosi lungo le linee di una grossa F sovrapposta al Layout del sito. Importantissimo non coprire più del 50% dello spazio above the fold.

Recentemente Google ha anche fornito dei consigli sul posizionamento in funzione della tipologia di sito, più che sul tipo di layout. Vediamoli nel dettaglio. Cominciamo con un sito di news
Schema proposto per un sito di news: Homepage
Schema proposto per un sito di news: Pagina del Canale (la homepage della sottosezione: es Sport, Politica...)
Schema proposto per un sito di news: pagina di contenuti (la pagina con la notizia)

Come potete notare sono state riutilizzate le idee viste precedentemente: vicino ai contenuti e a sinistra o alla fine di un articolo. Passiamo ad un sito di annunci on line
Schema proposto per un sito di annunci online: Homepage
Schema proposto per un sito di annunci online: pagina degli annunci
Schema proposto per un sito di annunci online: pagina della ricerca
Schema proposto per un sito di annunci online: pagina del singolo annuncio

Notate la somiglianza tra il layout della pagina del singolo annuncio e quello della pagina dell'articolo nel sito di news. Una tipologia recente di siti è quella che permettono di giocare online con giochi flash, uno di questi siti è considerato anche un caso di successo.
Schema proposto per un sito di giochi online: homepage
Schema proposto per un sito di giochi online: pagina con la descrizione del gioco
Schema proposto per un sito di giochi online: pagina del gioco

Un forum, tradizionalmente siti di difficile monetizzazione tramite pubblicità
Schema proposto per un forum: homepage
Schema proposto per un forum: pagina di insieme di topic
Schema proposto per un forum: singolo topic
E per ultimo tocca ovviamente al blog
Schema proposto per un blog: homepage
Schema proposto per un blog: post
Quali sono i formati più convenienti? Dai suggerimenti di layout è evidente che il team AdSense consiglia di scegliere questi tipi: Rettangolo medio 300 x 250, Leaderboard 728 x 90 e Skyscraper 160 x 600. Oltre ad essere i formati con risultati migliori, probabilmente sono formati per cui sono presenti più campagne: il team si raccomanda di selezionare non solo gli annunci di testo, ma anche quelli grafici in modo da avere un maggior numero di campagne a disposizione tra cui il sistema può scegliere quelle che meglio si contestualizzano all'argomento del blog.

Ricordate che, in generale, i formati degli annunci più larghi risaltano di più e consentono di inserire più testo orizzontale rispetto alle varianti più strette, gli utenti possono leggerli e interagire con essi più facilmente e consentono anche di visualizzare più annunci in un'unità.

Si raccomanda di integrare al meglio gli annunci con il layout grafico del sito (scegliere quindi lo stesso font e gli stessi colori), ma evitare di fare "scomparire" gli annunci all'occhio di chi guarda. Esistono tre tecniche per inserire gli annunci nel blog: integrazione, complementarietà e contrasto.

Integrazione
Se vuoi integrare rendi lo sfondo e i bordi dei tuoi annunci dello stesso colore dello sfondo della pagina in cui si trova l'annuncio. Se lo sfondo del tuo sito è bianco e non intendi dedicare troppo tempo alla scelta dei colori degli annunci, ti consigliamo di utilizzare lo stile dell'annuncio predefinito di Google.

Complementarietà
Se ricerchi la complementarietà utilizza colori che esistono già sul tuo sito, ma inserisci una sfumatura a livello dello sfondo e dei bordi nel punto in cui gli annunci sono inseriti.

Contrasto
Se infine ricerchi il contrasto scegli colori che risaltano rispetto allo sfondo del tuo sito. Il contrasto è consigliato solo per i siti con sfondo scuro; ti consiglio di utilizzare uno stile dell'annuncio con sfondo bianco, bordi bianchi e titoli blu.

Posizionamento e colori non sono ovviamente immutabile, prima o poi gli utenti si abitueranno e non guarderanno più i banner, ci può venire incontro la possibilità di modificare la palette di colori che può essere impostata in maniera tale da essere fissa o alternarsi tra gruppi di colore e la continua sperimentazione nel posizionamento dei banner tramite test A/B, rimando questo argomento ad un futuro articolo.

Ricordate di evitare di ingannare gli utenti inserendo gli annunci troppo vicini al testo, pena cancellazione del vostro account AdSense, ricordatevi di lasciare un bordo di almeno 5 pixel tra il banner e il contenuto per evitare click accidentali

Personalmente non ho mai apprezzato gli annunci all'interno del testo o dei post. Trovo che siano indice di scarsa qualità del sito che ha bisogno di ingannarmi per sopravvivere, ad ogni modo trovate in questo post il modo per inserire AdSense all'interno di un post.

Riepilogando, cerchiamo di focalizzarci su gli aspetti principali:
  • Almeno un annuncio above the fold: possono intercettare gli annunci pagati per impressione.
  • A sinistra è meglio che a destra, quando si tratta di siti e/o blog con lettura da sinistra a destra.
  • Meglio posizionare gli annunci vicino il contenuto: tra il titolo e il contenuto, all'interno del contenuto o subito dopo.
  • Non ingannare gli utenti distanzia gli annunci e non allinearli alle immagini
  • Gli annunci grandi sono migliori di quelli piccoli perché contengono più pubblicità
  • Sperimenta nella posizione e nei colori

mercoledì 6 febbraio 2013

I blog, il diritto d'autore e le licenze d'uso: tra miti e verità

Copyright license choice (di opensourceway - Flickr)
Mio articolo originale: Software gratuito, software libero: un approfondimento

Questa volta mi autocito e amplio un mio vecchio articolo.

Il tragico suicidio di Aaron Swartz ha portato alla ribalta le Creative Commons di cui Swartz era stato l'inventore. Ancora oggi spesso si fa molta confusione tra i vari termini di copyright, licenza d'uso e diritti d'autore. Cerchiamo di fare un po' di chiarezza e di sfatare qualche mito cominciando con il concetto di diritto d'autore.

Questo post non vuole essere un saggio di giurisprudenza, quindi alcuni passaggi saranno semplificati per permettere una migliore comprensione a chi non è avvezzo alla terminologia giurisprudenziale, se qualcuno volesse fare qualche precisazione lo scriva nei commenti e provvederò alla eventuale correzione.

Tornando al diritto d'autore, quando una persona crea un qualcosa di originale (sia essa un libro, un post, una melodia o un oggetto) per legge acquisisce un  insieme di facoltà che hanno lo scopo di garantirgli dei diritti morali ed economici su quel qualcosa. Questo insieme di facoltà, questi diritti, vengono chiamati appunto "diritti d’autore". In Italia sono disciplinati dalla legge 22 aprile 1941, n. 633 e successive modificazioni e dal Titolo IX del Libro Quinto del Codice Civile, per i programmi informatici la legge 633/41 è stata aggiornata con il D. lgs. 518 emanato il 29 dicembre 1992. Nel mondo anglosassone quando ci si riferisce al diritto d’autore si usa il termine copyright, spesso indicato con il simbolo © (in verità copyright e diritto d'autore non sono esattamente la stessa cosa, ma vedi in seguito per un maggiore approfondimento). 

Quali sono le opere coperte da diritto d'autore? La legge fornisce un elenco non esaustivo e comprende opere letterarie, musicali, arti figurative, architettura, teatro, cinematografia, fotografia, software, database e disegni tecnici. Più in generale qualunque opera dell'intelletto umano. Il contenuto di un blog è ovviamente coperto dal diritto d'autore.

Quando inizia la copertura del diritto?  Il diritto d'autore nasce automaticamente con l'atto di creazione dell'opera, quindi non c'è alcun obbligo di deposito, pubblicazione o registrazione affinché il diritto sia riconosciuto; ovviamente l'iscrizione a registri come la SIAE può essere di aiuto per stabilire la paternità dell'opera.

Che diritti ha praticamente l’autore? Il diritto d’autore è composto da due parti: il diritto morale e il diritto economico. Il primo (diritto morale) riguarda l’autore ed è volto a tutelarne la figura, in pratica garantisce allo stesso la possibilità di rivendicare la paternità della propria opera e il mantenimento della sua integrità, il secondo (diritto economico) permette all'autore, da un lato, di sfruttare la propria opera in ogni forma e modo e dall'altro di impedire che terze persone possano servirsene a fini economici.

Si può vendere il diritto d'autore? No, in Italia è inalienabile (in altri paesi invece sì). Quando un autore vende una propria opera ad un cliente, un programma per esempio, sta trasferendo a colui che compra dei diritti di utilizzazione (non i diritti d'autore) che sono normati da una licenza d’uso. La licenza d’uso descrive dettagliatamente ciò che il cliente può fare e non può fare con l’opera e deve essere sempre presente. Esiste un caso particolare, cioè se l'autore accetta esplicitamente che la propria opera sia modificata "non è più ammesso ad agire per impedirne l'esecuzione o per chiederne la soppressione " (art 22.2 L. 633/41). Un discorso a parte, ma che esula dai nostri fini, meriterebbe la questione dei Ghostwriter, la cui posizione giuridica, in Italia, è particolare: sono titolari dei diritti d'autore, ma hanno ceduto a terzi i diritti di pubblicazione; possono, in qualunque momento, reclamare la paternità dell'opera, ma allo stesso tempo ciò li porterebbe a venir meno al vincolo di segretezza del contratto di cessione; la legge non chiarisce se i lettori possono essere messi al corrente del reale autore: la legge lo imporrebbe, ma svelarlo farebbe violare la legge stessa(!).

Il diritto d’autore dura per sempre? Si e no: il diritto morale dura per sempre (anche dopo la morte dell’autore), quello economico no, in Italia dura fino al 70 anno dalla morte dell’autore. Estinto il diritto d’autore (o meglio il diritto economico d’autore visto che quello morale è inestinguibile) l’opera diventa di Pubblico Dominio e non necessita di una licenza d’uso. Per fare un esempio chiarificatore "I Malavoglia" di Giovanni Verga è ormai di pubblico dominio: può essere pubblicato da chiunque e chiunque può guadagnare dalla sua vendita (cessazione del diritto economico d’autore), ma nessuno può attribuirsene la paternità (diritto morale inestinguibile).

Che succede se si pubblicano opere senza rispettare i diritti d'autore? Pubblicare, recitare, cantare mettere a disposizione un opera senza rispettare i diritti d'autore comporta una multa che va dai 50 ai 2000 euro, qual'ora avvenisse anche l'usurpazione della paternità dell'opera è previsto il carcere.

Quindi è possibile pubblicare, senza pagare diritti, solo opere di Pubblico Dominio? In generale si, ma la legge prevede che possono essere pubblicati: articoli di riviste in cui non sia espressamente riportato la dicitura "Tutti i diritti riservati", purché venga citato correttamente autore e fonte; discorsi pubblici, purché venga citato autore e luogo; riassunti di un opera purché siano per fini di critica o didattica e non ci sia nessuno sfruttamento economico.

Cosa appartiene al Pubblico Dominio? In Italia e nell'Unione Europea, tutte le opere per le quali l'autore è morto da 70 anni. A queste possiamo però aggiungere altre opere per le quali l'autore ha espressamente deciso di non avvalersi pienamente dei diritti d'autore, o di garantire parte di questi diritti al pubblico. Nel linguaggio colloquiale queste ultime opere che dovrebbero in verità definirsi "contenuto libero", prendono anche il nome di pubblico dominio, commettendo però, come avrete capito, un errore.

Copyright e diritto d'autore sono la stessa cosa? In realtà no. Il copyright è un concetto legale che esiste nel mondo anglosassone ed è in realtà il diritto alla copia e pubblicazione di opere di ingegno. Nasce con intenti repressivi, allorquando con l'invenzione della stampa meccanica la monarchia Britannica si ritrova nella necessità di dovere porre un freno e censurare un numero sempre maggiore di pubblicazioni. Una nuova opera veniva valutata e inserito in un registro sotto la voce di un editore che ne otteneva il diritto esclusivo alla copia (copy - right, appunto); il copyright è quindi un diritto dell'editore, non dell'autore. Nel mondo anglosassone i diritti d'autore (Authors' rights) vengono comunque regolamentati all'interno della legge che gestisce il Copyright, da qui la confusione tra i termini.

Cosa implica il diritto d'autore in un blog? La legge sul diritto d'autore assicura che il contenuto originale di un blog è dell'autore, ma qualora usaste opere di pubblico dominio o di contenuto libero di altri siete obbligati a citare la fonte. Qual'ora non voleste che il vostro lavoro venga citato da latri, vi basterà apporre la dicitura "Tutti i diritti riservati" da qualche parte. Se invece volete permettere l'utilizzo del vostro lavoro con le limitazioni che più vi aggradano siete tenuti a creare una licenza d'uso.

Cosa sono le Creative Commons? Sono delle licenze d'uso, più elastiche del normale che permettono un utilizzo più libero in particolari condizioni, ma che in ogni caso garantiscono all'autore i diritti morali. Questo blog per esempio è sotto licenza "Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia": in soldoni potete riprodurre, distribuire, comunicare al pubblico, esporre in pubblico, rappresentare, eseguire e recitare quest'opera, ma non potete dire che è farina del vostro sacco, non potete guadagnare dal materiale prodotto da questo blog e qual'ora modificaste qualcosa dovrete distribuirla alle stesse condizioni. Per creare facilmente una licenza Creative Commons, basta usare il generatore automatico di licenze.

Avere una licenza d'uso in un blog è obbligatorio? No, ma aiuta e non costa nulla, perché non usarla? Sono invece obbligatorie altre cose (Partita IVA, Privacy Policy...) di cui parleremo in un altro post.

martedì 5 febbraio 2013

Internet, AdSense e il Copyright

Copyright? (di Stephen Downes - Flickr)
Articolo aggiornato dopo la pubblicazione

Internet rende accessibile, con un click, numerose fonti di informazione, musica, video, ma spesso si è portati a pensare che il loro utilizzo sia inevitabilmente gratuito: non è così. Il post segnalato è un utile vademecum sul corretto utilizzo delle fonti in un sito internet. Avrete notato che questo blog è  pubblicato sotto una licenza Creative Commons e che le foto che vengono utilizzate sono scelte anch'esse tra immagini di pubblico dominio o sotto licenza Creative Commons e in ogni caso è sempre citata la fonte. Oltre che una scelta etica è soprattutto una questione legale: è obbligatorio citare l'autore di un'opera e pagarne i diritti (oppure, come faccio io, usare solamente opere destinate per licenza ad un utilizzo gratuito).

L'utilizzo di materiale coperto da copyright (senza pagamento dei diritti) è punito dalla legge.

Le norme di AdSense vietano perfino che sul vostro sito siano presenti link ad altri siti contenenti illegalmente opere coperte da copyright. Internet ha, in effetti, modificato profondamente e, in molti casi, aumentato i problemi legali relativi al diritto d'autore e al concetto di gratuità. Spesso i termini freeware o copyright o software libero sono usati a sproposito, vedremo in post successivi di fare chiarezza in materia.

Una nota a margine sulla foto che è un capolavoro di ironia: viene illegalmente usato come marchio di una fotocopisteria che si chiama "Copyright" il simbolo del diritto d'autore!

martedì 29 gennaio 2013

Quattro strategie per sopravvivere agli aggiornamenti Panda e Penguin (e aumentare il traffico del proprio sito)

Panda (di PiattiLeti - Flickr)

Prima navigavo su Internet partendo da Google, oggi scopro siti tramite Facebook, Twitter o altri blog e siti scoperti, a loro volta, tramite Facebook, Twitter o dal passaparola. Eppure la maggior parte del traffico di visitatori in entrata in un sito è ancora veicolato da Google. Le cose rimarranno sempre così? Si è già parlato degli aggiornamenti Penguin e Panda di Google. Questi aggiornamenti hanno radicalmente cambiato i risultati che le ricerche di Google fornivano per praticamente qualunque parola chiave. In questo post l'autrice, Lisa Angelettie, suggerisce alcune strategie per evitare di essere penalizzati. Traduco liberamente in italiano e sintetizzo il senso del post.

Scrive Angelettie che per molti anni molti blogger si sono limitati a seguire pochi semplici regole SEO, pubblicare un post, aspettare che Google lo indicizzasse e osservare il traffico arrivare dal motore di ricerca. Infatti molti di questi blogger avevano come fonte primaria di traffico proprio Google, ma a causa delgi aggiornamenti Panda e Penguin tutto questo è finito. Questo ha dato ragione a chi suggeriva di non dipendere  mai da una singola fonte di traffico, il problema è che la maggior parte delle persone non ha idea di come pubblicizzare il proprio sito.

Ecco quattro modi:
  1. Condividi i post sui social media: Facebook, LinkedIn, Twitter, Google+ e Pinterest si sono dimostrati ottimi catalizzatori di traffico. Assicurati che il tuo sito abbia i social button per la condivisione [avete presente i pulsantini sotto il titolo di ogni post di questo blog? Ecco quelli! n.d.A.], non trascurare comunque l'ottimizzazione verso i motori di ricerca, visto che le due cose si influenzano sinergicamente: Google tiene conto di quanto un post è stato retweettato
  2. Pubblicizza il tuo post presso una cerchia di influenza. Identifica una cerchia di persone che possono essere interessate alla lettura del tuo blog e comunicagli ogni nuovo post. Non deve essere nemmeno una cerchia numerosa, bastano poche persone, ma interessate; per esempio puoi creare un gruppo privato su Facebook, invitarle e condividere con loro ogni post.
  3. Fatti pubblicità nelle comunità di blogger. Promuovi i loro post, scrivi articoli per loro, diventa loro amico nei social media, alcune comunità molto importanti [per il mondo Anglosassone n.d.A.] sono BlogEngage.com, Bloggers.com, Inbound.org, FamousBloggers.net, Blokube.com  ViralContentBuzz.com. [Per l'Italia citerei per esempio Diggita.it, OKNotizie e Zic Zac n.d.A]
  4. Crea una lista di mail di lettori fedeli e annuncia loro i tuoi post.
L'articolo è sicuramente interessante, manca un solo consiglio, a mio modo di vedere, chiediti perché una persona dovrebbe leggere ciò che scrivi.

venerdì 25 gennaio 2013

Scrivere per la pubblicità contestuale

Google Adsense Sticker (di quickonlinetips Flickr)
Google Adsense Sticker (di quickonlinetips Flickr)

Se non è scandaloso creare programmi televisivi che catturino più spettatori possibili, consci che ciò vada a discapito della qualità, perché è considerato disdicevole scrivere per la pubblicità consensuale, AdSense in questo caso?

Il discorso parte da lontano e nasce quando mi sono accorto, come molti altri, che negli ultimi tempi i risultati ottenuti da una ricerca su Google non erano di grande qualità. Il problema è noto anche a Google che recentemente ha modificato il proprio algoritmo di classificazione dei siti, penalizzando i siti di scarsa qualità o pieni di pubblicità e con poco contenuto (il famigerato aggiornamento Penguin). L'ironia della vicenda sta nel fatto che la maggior parte di quei siti ha pubblicità fornita proprio da Google attraverso il programma AdSense

Quindi Google che guadagna principalmente con i risultati sponsorizzati  (quelli che vengono visualizzati per primi, con uno sfondo leggermente diverso) è costretta da un lato a fornire i risultati a pagamento e quelli di siti che contengono le sue pubblicità a pagamento pena il fallimento, dall'altro a fornire i risultati migliori in assoluto pena l'abbandono di massa da parte degli utenti. La situazione a me pare schizofrenica o per dirla meglio è un vero e proprio conflitto di interessi.

Perché i siti si affannano ad infarcire di pubblicità i propri contenuti? Il punto è questo: non si riescono a trovare modelli di business remunerativi migliori della pubblicità contestuale (parlo della Rete). Le televisione privata vive con la pubblicità: oggi si fanno programmi televisivi che raccolgano il massimo numero di spettatori possibili, così che gli inserzionisti possano mostrare i propri prodotti al maggior numero di persone. La qualità del programma non è presa in considerazione. O meglio si fa in modo che gli introiti che reggono la baracca coprano anche le perdite che un programma più di nicchia inevitabilmente comporta.

Ci sono altri modelli di business come la sottoscrizione, cioè paghi prima e ricevi qualità: purtroppo difficilmente con le sole sottoscrizioni si coprono le spese. Lo si vede in parte nei giornali cartacei che oltre alla pubblicità, ricevono tutti finanziamenti pubblici (tranne il Fatto Quotidiano che copre al meglio la nicchia che potremmo definire antiberlusconiana e si finanzia con gli abbonamenti); lo si vede nelle TV private come HBO che però ha bisogno di un Game of Thrones per ripagare gli investimenti di un Mad Men (a questo proposito una piccola digressione, perchè su Mediaset Premium, quando vedo la partita a pagamento mi ritrovo i banner pubblicitari? Bah); lo si trova in molti siti che propongono un servizio base gratuito (ma infarcito di pubblicità) e uno avanzato a pagamento (in cui non sempre la pubblicità viene eliminata). In ogni caso la pubblicità contestuale su questi siti è presente ed è ironico notare che se nei primi casi (giornali e TV)  l'obiettivo è raccogliere lettori o spettatori, nel caso dei siti web l'obiettivo è mandarli via il prima possibile: perché si guadagna solo se l'utente clicca interessato sul link e raggiunge il sito dell'inserzionista, lasciando il sito di partenza.

In effetti non mi spiego, perché su Internet non esistano semplicemente due tipi di siti: annunci ed enciclopedie. Sarebbero perfetti per la pubblicità contestuale; invece si osservano una marea di siti stracolmi di pubblicità e il cui obiettivo non è fornirti informazioni, ma farti cliccare in maniera compulsiva nella speranza di guadagnare. Sono quei siti che cercando di interpretare il funzionamento dell'algoritmo di Google adottano tutta una serie di strategie 

Negli articoli sopra linkati, Google che divide a metà con i proprietari di siti i guadagni, fornisce alcune dritte su come ottimizzare i propri siti affinché l'utente clicchi di più sulla pubblicità (ma non lo faccia ne per sbaglio o perchè ingannata, visto che gli inserzionisti potrebbero arrabbiarsi del mancato ritorno di investimento e non comprare più pubblicità su Google!); anche qui la doppia (schizofrenica) necessità di Google viene fuori infatti i consigli forniti sono:
  1. Incrementa la copertura di pubblicità: cioè usa il massimo possibile di unità pubblicitarie permesse dal regolamento, anche se recentemente la stessa Google ha invitato a non superare il 50% di superficie della pagina.
  2. Usa i formati raccomandati: generalmente sono i più grandi, visto che permettono di mostrare, a parità di unità, più pubblicità
  3. Mostra sia immagini che testo: si era diffuso l'uso di sola pubblicità testuale visto che gli utenti sono ormai ciechi alla pubblicità con immagini (meno del 2% degli utenti clicca sui banner pubblicitari) cambiando dinamicamente il tipo di pubblicità si cerca di ovviare al problema
  4. Fai esperimenti cambiando colori del testo e dei link: sempre per combattere la cecità ai banner
  5. Posiziona strategicamente le unità: preferibilmente in alto a sinistra, visto che è la prima zona che l'occhio vede di una pagina web come dimostrano le heatmap di Google (interessanti gli studi sulle heatmap)
  6. Usare i box di ricerca del sito: in pagine dedicate potresti essere ricompensato per click su pubblicità contestuali.
Nel secondo articolo i consigli sono sulla qualità del sito (e finalmente direi)
  1. Assicurati di fornire ai tuoi utenti la migliore esperienza possibile: cioè fai un buon sito(!)
  2. La prima unità pubblicitaria presente nel codice HTML contiene le pubblicità più remunerative, fai in modo che si trovi nella posizione migliore: ricorda che più tu (webmaster) guadagni più guadagno io (Google), se metti in evidenza subito quell'unità in cui si clicca statisticamente di più potresti evitare le altre
  3. Correggi gli eventuali errori del crawler (il crawler è il programma che materialmente legge i siti e li classifica dentro Google): Google di fatto ammette che nessun algoritmo è infallibile e solo il controllo umano può correggere sviste di classificazione di un sito (avete mai notato che in ogni ricerca nei primi cinque risultati c'è sempre la voce di Wikipedia relativa? Opera solo dell'algoritmo e dell'alto valore di Wikipedia?)
  4. Crea una versione mobile del sito: il futuro è nel mobile
  5. Crea una pagina di Google+ per connetterti con gli utenti: disinteressato consiglio di collegare il sito ad una pagina sul social network di Google, ovviamente avrebbero potuto dire Facebook, ma chi ci assicura che i contenuti di Google+ non siano più rilevanti per l'algoritmo di casa?
  6. Usa DoubleClick For Publishers (DFP) Small Business: un servizio (freemium) di Google che permette di aumentare gli incassi vendendo direttamente gli spazi pubblicitari a chi vuoi tu e al tuo prezzo, riempiendoli con annunci AdSense quando sono invenduti.
Questa lunga riflessione mi porta ad una serie di domande diverse, ma in realtà connesse tra loro:
  • L'algoritmo di classificazione di Google, benché coperto da brevetti pubblicati è praticamente sconosciuto, chi controlla l'effettiva eticità delle scelte dell'algoritmo?
  • Quale può essere un modello di business di un motore di ricerca se non la pubblicità o i link sponsorizzati?
  • Quale può essere un modello di business per una enciclopedia come Wikipedia?
  • Nonostante il loro vantaggio tecnologico, possono esistere realtà alternative a Google o Wikipedia? C'è chi le finanzierebbe ed è gente seria: sono quelli che hanno finanziato Tumblr, Reddit, Disqus etc.
  • Come strutturare un sito di contenuti che sia allo stesso tempo autorevole e non perda credibilità con  le pubblicità che lo sostengono finanziariamente?

giovedì 24 gennaio 2013

AdSense e i click fraudolenti



Benché la crisi economica abbia fatto diminuire considerevolmente gli introiti pubblicitari su ogni tipo di media, la pubblicità contestuale è ancora la prima forma di guadagno per la maggior parte dei siti web. AdSense, la piattaforma pubblicitaria di Google è nota per eliminare senza preavviso (o quasi) l'account dei propri utenti sospettati di aumentare artificialmente il numero dei click. Nel video e nel post alcuni consigli dal team di AdSense su come evitare che questo si verifichi, considerando che l'esclusione è a vita. Da questo punto di vista la strategia di Google è particolare: siamo la piattaforma pubblicitaria più grande, siamo facilmente implementabili nel tuo sito, non ti costa niente e guadagni soltanto, se sgarri ti escludiamo senza pietà e senza possibilità di essere reinserito, la tua paura di essere escluso a vita ti fa rigare dritto e ci rende la piattaforma più grande. Non capisco però se è un circolo vizioso o virtuoso.
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