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giovedì 21 marzo 2013

Il tramonto della grazia

Sans-serif t-shirt close-up (di Brett Jordan - Fickr)
Articolo originale: serif – sans serf, the final battle

Lo spunto di questo post mi è stato dato da un post in un bel blog che leggo spesso circa l'utilizzo dei font Serif e Sans Serif. I font Serif sono quei font con le "grazie", cioè quei trattini al termine del carattere (nelle foto tratte da Wikimedia, sono evidenziati in rosso)
Font Serif

E si distinguono dai Sans Serif che ovviamente non ne hanno

Font Sans Serif
Personalmente anche io ricordavo che i font Serif sono considerati migliori per la lettura, ma in effetti se parliamo di lettura su schermo o su dispositivo portatile non è più così. UrbanFonts ha creato questa bella infografica:


For free fonts and dingbats, check UrbanFonts.com

mercoledì 20 marzo 2013

Come aumentare rapidamente i follower, i like e i +1 del vostro sito: il social pagamento!

Like (di Adam Fagen - Flickr)
Articolo originale: How to Accept Social Payments on your Website

Avete collegato il vostro sito ad un account Twitter, ad una pagina Facebook e/o ad una pagina Google+ e volete aumentare rapidamente il numero di follower, di like e di +1? Semplicissimo basta usare il social pagamento!

In che consiste? Invece di fare pagare il vostro contenuto con del denaro, fatelo pagare con un click su i vari gadget. Il semplice codice javascript proposto nel post e qui replicato intercetta i click ai vari social gadget e aggiunge al link l'indirizzo di un pdf da fare scaricare all'utente (o il link ad un'altra pagina). Eccovi il codice, con l'avvertenza che basta guardare nel sorgente della pagina web per risalire al link e bypassare il tutto, ma considerando che non c'è denaro difficilmente qualcuno lo farà...


<html xmlns:fb="http://ogp.me/ns/fb#">
    <head>
        <title>Pay with a Tweet, Facebook Like or Google +1</title>
        /*  Original Social Payments by Digital Inspiration (2013) */
        /*  You are free to use, modify or republish this code  */
        /*  Tradotto da Cut 'n' Post!  */
    </head>
    <body>
    <div id="fb-root"></div>
    <script type="text/javascript">

        function labnol() {
          // Il file da fare scaricare all'utente dopo il click sul gadget
          var url = "http://www.labnol.org/";  
          url = "<a href='" + url + "'>Click here</a> to download the file.";
          document.getElementById("restricted").innerHTML = url;
        }

        window.fbAsyncInit = function() {
          FB.init({ status : true, cookie : true, xfbml  : true });
          FB.Event.subscribe('edge.create', function(response) { labnol(); });
        };

        (function(d, s, id) {
          var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0];
          if (d.getElementById(id)) return;
          js = d.createElement(s); js.id = id;
          js.src = "//connect.facebook.net/en_US/all.js";
          fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs);
        }(document, 'script', 'facebook-jssdk'));

        window.twttr = (function (d,s,id) {
          var t, js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0];
          if (d.getElementById(id)) return; js=d.createElement(s); js.id=id;
          js.src="//platform.twitter.com/widgets.js"; 
          fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs);
          return window.twttr || (t = { _e: [], ready: function(f){ t._e.push(f) } });
        }(document, "script", "twitter-wjs"));

        twttr.ready(function (twttr) {
          twttr.events.bind('tweet', function(event) {
            labnol();
          });
        });

        (function() {
          var po = document.createElement('script'); 
          po.type = 'text/javascript'; po.async = true;
          po.src = 'https://apis.google.com/js/plusone.js';
          var s = document.getElementsByTagName('script')[0]; 
          s.parentNode.insertBefore(po, s);
        })();
    </script>

     <div id="restricted">

      // Add the default text of the tweet and your Twitter handle    
      <a href="https://twitter.com/share"                                       
          data-text="Digital Inspiration is my favorite how-to blog http://labnol.org" 
          data-via="labnol" class="twitter-share-button" data-lang="en"></a>

      // The URL of the page that visitor need to +1 on Google Plus
      <g:plusone size="medium" callback="labnol"
          href="http://www.labnol.org/"></g:plusone>

      // The full URL of your Facebook Page goes here
      <fb:like href="http://www.facebook.com/digital.inspiration" send="false" 
          layout="button_count" width="220" show_faces="false"></fb:like>

     </div>
    </body>
  </html>

martedì 19 marzo 2013

Le startup e il problema dell'uovo e della gallina

"OK cara, lo ammetto, ci siamo fatti un po' prendere
 la mano con questa storia del Viagra..." (di ecatoncheires - Flicker)
Articolo originale: Strategy Letter II: Chicken and Egg Problems

Nel precedente post sul perché i siti di dating non sono buone startup si è fatto riferimento al problema dell'uovo e della gallina. Tutti conoscono la famosa domanda "è nato prima l'uovo o la gallina?" diventata ormai icona delle domande senza risposta, ma più interessante è capire cosa significhi riferendosi alla realtà di una startup. Nel post segnalato Joel Spolsky ci spiega in cosa consiste e fornisce alcuni consigli su come individuarlo e combatterlo. Spolsky è un ingegnere informatico che è stato capo progetto alla Microsoft di Excel, oggi ha fondato una sua azienda e il noto sito web per programmatori Stack Overflow ed è anche un blogger molto conosciuto e nel suo blog fornisce consigli sullo sviluppo del software. Traduco liberamente il post in questione.

L'idea di una pubblicità è mentire senza essere scoperti. La maggior parte delle compagnie, quando eseguono una campagna pubblicitaria, semplicemente prendono la più sfortunata verità sulla propria impresa, la capovolgono ("la bugia") e la propongono come punto di forza. Chiamiamola "dimostrazione per ripetuta asserzione". Per esempio, i sedili in aereo sono scomodi e stretti e gli impiegati sono scortesi, anzi l'intero sistema aereo commerciale è progettato come una tortura. Per questo motivo tutte le pubblicità delle linee aeree vertono su quanto confortevole sia viaggiare con loro e su quanto sarete coccolati. Quando la British Airways mostrò una pubblicità con un uomo d'affari in viaggio che sognava di essere un neonato in una culla, capì che ogni senso di ragionevolezza era perduto. [Per rimanere ad una realtà più comprensibile al pubblico italiano pensate a quella pubblicità dove viene decantato il famoso tonno dalle pinne gialle dei mari del nord (notoriamente di qualità inferiore a quello pescato nel Mediterraneo) e alla sua caratteristica di "spezzarsi con un grissino" (quando il buon tonno dovrebbe essere invece sodo come una bistecca!) o alla pubblicità del cioccolato che contiene "più latte e meno cacao" ndNicola]

Avete bisogno di un altro esempio? L'industria cartiera sta completamente devastando le nostre foreste nazionali, tagliando senza pietà antiche foreste che nemmeno possiedono. Così la loro pubblicità mostra ovviamente vecchie foreste di pino e ci informa di quanto tengano conto del rispetto dell'ambiente. Le sigarette causano la morte, quindi le loro pubblicità mostrano la vita e personaggi immersi nella natura. E così via.

Quando il primo Macintosh fu venduto, non c'era software disponibile. Così Apple creò un gigantesco e patinatissimo catalogo di software etichettato come "disponibile". Metà del catalogo riportava in piccolo la dicitura "in sviluppo", l'altra metà non sarebbe mai stata creata ne allora ne mai. Ma anche possedendo uno spesso e patinato catalogo con un software per pagina, restava il fatto che non potevate comprare un programma di scrittura o un foglio elettronico da fare girare nei 128KB del Macintosh. Esistevano cataloghi software di questo tipo anche per NeXT e BeOS. (Attenzione fan di NeXT e BeOS: non ho bisogno che mi scriviate per dirmi quanto è bello il vostro sistema operativo, OK? Scrivete un vostro articolo). Insomma l'unica cosa che ti dice un catalogo del software è che non c'è software disponibile per la tua piattaforma. Quando vedete una cosa del genere scappate nella direzione opposta.

Amiga, Atari ST, Gem, IBM TopView, NeXT, BeOS, Windows CE, General Magic, la lista delle "nuove piattaforme" fallite potrebbe andare avanti. dato che sono piattaforme, per definizione, non sono interessanti in sé senza un corredo di software che vi giri sopra. Ma, con davvero pochissime eccezioni (e sono sicuro che riceverò tonnellate di email da noioso fan di arcane e misconosciute piattaforme come Amiga o RSTS-11), nessun sviluppatore di software con un minimo di senso commerciale scriverebbe intenzionalmente software per una piattaforma con 100.000 utenti (nel momento migliore) come BeOS, quando con lo stesso sofrzo potrebbe produrre per una piattaforma con 100.000.000 di utenti, come Windows [79% del mercato a Febbraio 2013 ndNicola]. D'altra parte il fatto che qualcuno scriva ancora del software per questi sitemi stravaganti significa che il profitto non è tutto: il fervore religioso è vivo e vegeto. Buon per te, caro. Hai scritto un simpatico clone di microEmacs per il Times Sinclair 1000. Bravo. Ecco un quarto di dollaro. comprati qualcosa di buono.

Dunque. Se sei tra coloro che creano piattaforme, probabilmente avrai a che fare con quello che comunemente si chiama problema dell'uovo e della gallina. Nessuno comprerà la tua piattaforma fino a che non avrà del buon software e nessuno scriverà quel software fino a che una ampia base di utenti non avrà comprato la tua piattaforma.Una sorta di circolo vizioso, un mortale nodo gordiano.

Il problema dell'uovo e della gallina, e le sue varianti, è il più importante elemento di strategia imprenditoriale da capire. OK puoi vivere anche senza capirlo: Steve Jobs ha fondato la sua carriera sul non capire il problema dell'uovo e della gallina, due volte. Ma il resto di noi non ha a disposizione il "Campo di Distorsione della Realtà" personale che Jobs aveva; quindi dateci dentro e studiate duramente.

Lezione uno. Il problema dell'uovo e della gallina riguarda generalmente chi produce piattaforme per software, ma esiste un altro problema dell'uovo e della gallina: ogni mese milioni di carte di credito costringono le varie compagnie ad inviare per posta miliardi di estratti conto ai propri clienti. La gente scrive degli assegni, li mette in busta e le posta indietro. Le buste vengono raccolte in grandi scatoloni e inviate in paesi dove il costo del lavoro è infimo, lì vengono aperte e controllate. L'intera operazione per quanto economica possa essere, costa alle compagnie più di 1$ a conto.

Per chi usa Internet, sembra uno scherzo. "Inviatemi l'estratto conto via posta elettronica, lo pagherò online e vi costerà molto di meno".

Avreste ragione. Così molte imprese si sono lanciate in questo mercato che prende il nome di Bill Presentment, una di queste è stata Microsoft. La loro soluzione, chiamata TransPoint, era questa: un sito web che ti avrebbe mostrato il tuo conto e tu da lì potevi pagare. Così se tu facessi parte del sistema Microsoft, per pagare i tuoi estratti conto dovresti fare visita al sito di tanto in tanto e se diciamo ricevessi una decina di estratti conto al mese, non sarebbe comodissimo, ma nemmeno una gran tortura. C'è un problema: le compagnie di carte di credito che lo usano sono poche, quindi se tu ricevessi fatture anche da compagnie che non sono nel sistema le dovresti pagare in altro modo.

Il risultato? Non ne valeva la pena. Mi sorprenderei se più 10.000 persone usassero questo sistema [ora è scomparso ndNicola]. Microsoft va dalle compagnie e dice "mandate le fatture attraverso il nostro sistema" e la compagnia "OK Quanto ci costa?" Microsoft: "50 centesimi che è molto meno del dollaro che spendete adesso!" compagnia "Bene! Niente altro?" Microsoft "Oh si, ci sarebbero da pagare i costi per l'installazione del software e per la connessione sono altri 250.000 dollari!"

E siccome Microsoft ha così pochi utenti è difficile immaginare che uno spenda 250.000$ per risparmiare 0,5$ per diciamo 37 utenti! Il problema dell'uovo e della gallina è rispuntato fuori! I clienti non verranno fino a che non avrete abbastanza compagnie, le compagnie non verranno fino a che non avrete clienti! Microsoft è abbastanza grande per permettersi errori del genere, ma una startup proprio no. Cosa potete fare?

Le piattaforme software ci danno un piccolo suggerimento su come ovviare a questo problema. Se guardiamo alla storia delle piattaforme software fin da quando venne introdotto il primo PC-IBM, scopriremo qualcosa!

Molte persone pensano che il PC-IBM richiedeva espressamente il PC-DOS. Non è vero. Quando venne introdotto il primo PC-IBM potevi scegliere tra almeno tre sistemi operativi: PC-DOS, XENIX (una debole versione ad 8 bit di Unix prodotta, e non sto scherzando, da Microsoft) e una cosa chiamata UCSD P-System che era, ci crediate o no, una cosa come Java: simpatico, lento, basato sulla portabilità del bytecode, il tutto 20 anni prima di Java.

Oggi, la maggior parte delle persone non ha mai sentito nominare XENIX o UCSD. Potreste pensare che ciò sia dovuto al fatto che Microsoft ha preso il sopravvento nel mercato grazie a gigantesche mosse di marketing.  Non è così. Microsoft era molto piccola e non era niente di paragonabile a quella che conosciamo oggi. La Microsoft di allora era la Digital Research che aveva un differente sistema operativo. Allora perché PC-DOS vinse questa gara a tre?

Perché prima dei PC, l'unico reale sistema operativo che tu potevi avere era il CP/M; tutto il mercato dei computer era basato sul CP/M, anche se era molto piccolo visto che un computer poteva costare 10.000$. Erano costosi e per niente facili da usare, ma c'era chi lo aveva comprato, per utilizzarlo come elaboratore di testi, perché c'era un ottimo programma di videoscrittura chiamato "Wordstar per CP/M" e l'AppleII non poteva fare video scrittura (tanto per cominciare non aveva le minuscole).

Ora il DOS 1.0 era stato progettato con una modalità di compatibilità verso il CP/M già integrata. Non solo supportava una nuova interfaccia di programmazione che i programmatori più scafati conoscono come INT 21, ma supportava totalmente la vecchia interfaccia di programmazione di CP/M. Poteva fare girare qualunque software disegnato per CP/M. Infatti Wordstar fu portato su DOS cambiando un singolo byte nel codice (un vero programmatore potrebbe dirvi quale, io l'ho dimenticato).

E' opportuno che lo ripeta. Wordstar è stato portato su DOS cambiando un singolo byte nel codice. Lasciate maturare la notizia.

Ecco.

Avete capito?

DOS diventò popolare perché aveva del software già il primo giorno. E aveva del software perché Tim Paterson aveva pensato di includere la compatibilità verso CP/M, perché a quei tempi qualcuno era stato abbastanza furbo da ovviare al problema dell'uovo e della gallina.

Torniamo rapidamente ai nostri giorni. Nell'intera storia delle piattaforme per PC, ci sono stati due grandi cambiamenti di paradigma che hanno coinvolto tutti gli utenti: tutti sono passati a Windows 3.x e tutti sono passati a Windows 95. Solo un ristretto numero di persone ha cambiato per qualcosa d'altro. Tutto merito del piano segreto di Microsoft per la conquista del mondo? Potete anche pensarlo, ma io penso che ci sia un'altra importante ragione dietro e che ha a che fare con il problema dell'uovo e della gallina.

Tutti sono passati a Windows 3.x. La cosa importante di questa frase è il 3. Perché tutti non sono passati a Windows 1.0? Oppure 2.0? O a quelli che seguirono? Perché Microsoft aveva bisogno di 5 versioni per imbroccare quella giusta? No.

La vera ragione consiste in alcune capacità che il processore Intel 80386 aveva e che infatti era richiesto per fare girare Windows 3.0.

  • Prima capacità: I vecchi programmi DOS mostravano le cose sullo schermo scrivendo direttamente in celle di memoria che rappresentavano singole locazioni dello schermo. Era l'unico modo per fare programmi veloci tale da farli sembrare anche buoni. Windows non lo permetteva, perché operava graficamente in maniera diversa. Nei vecchi processori gli ingegneri di Microsoft non avevano altra scelta che cambiare in modalità a tutto schermo una volta che veniva mandato in esecuzione un programma DOS. Dal 80386 invece si poteva creare una memoria virtuale e un set di interrupt per notificare al sistema operativo che un programma voleva scrivere su schermo. Windows avrebbe allora provveduto a tradurre la richiesta di accesso diretto allo schermo nell'equivalente grafico.
  • Seconda capacità: i vecchi programmi DOS davano per assunto che venissero eseguiti su un singolo processore. Per questo motivo non funzionavano bene insieme. Il 80386 aveva la capacità di creare dei PC virtuali, ciascuno dei quali agiva come se fosse un completo 8086, in questo modo i vecchi programmi DOS poteva pretendere di avere un intero computer a loro disposizione anche mentre altri programmi in esecuzione pretendevano lo stesso.

Quindi Windows 3.x sui processori Intel 80386 fu la prima versione che permise di usare, in maniera convincente, più programmi DOS contemporaneamente. Ti permetteva insomma di riutilizzare il tuo vecchio software.

Windows 95? Nessun problema. Una nuova API a 32 bit, ma la totale compatibilità verso i vecchi software a 16 bit. Microsoft era ossessionata da questa compatibilità, spesero una enorme mole di tempo e denaro nel testare tutti i vecchi programmi per PC. Jon Ross, che scrisse la versione originale di SimCity per Windows 3.x, mi disse che aveva lasciato un bug nel programma che rileggeva la memoria non appena era stata liberata. Su Windows 3.x non era un problema perché la memoria non andava da nessuna parte. Nelle versioni beta di Windows 95 SimCity non funzionava. Microsoft se ne accorse e indagò fino ad accorgersi del bu, quindi aggiungese una parte di codice specifica per SimCity che monitorava l'esecuzione del gioco in questione, nel qual caso veniva usato uno specifico gestore di memoria che permettesse al gioco di funzionare nonostante fosse buggato. Questa è il genere di ossessione verso la compatibilità a ritroso che ha permesso che tutti passassimo a Windows 95.

Avrete cominciato a farvi una idea di come ovviare al problema dell'uovo e della gallina: prevedere una modalità di compatibilità a ritroso che vi fornisca enormi carichi di galline e/o di uova fin dal primo giorno, quindi sedersi e cominciare a rastrellare soldi.

Ah. Torniamo un attimo al problema delle consegne di estratti conto, ricordate? Il problema uovo-gallina è che se puoi pagare solo i tuoi conti Con Ed, non userai mai quel servizio. Come risolverlo? Microsoft non ci è riuscita. PayMyBills.com (e un'altra dozzina di startup) si. Si doveva provvedere a fornire una totale compatibilità a ritroso: se la compagnia non supportava il sistema, bastava chiedere alla compagnia di inviare la posta alla startup, qui una serie di operatori avrebbero aperto le buste e scansionato il tutto. Adesso l'utente aveva tutti i suoi conti nel sito. Visto che ogni compagnia esistente era nel sistema. Gli utenti sarebbero stati soddisfatti e sarebbero cresciuti, permettendo a PayMyBills.com di andare dalle compagnie che non lo supportavano e dire "ho 93400 tuoi utenti, perchè non risparmi 93.400$ al mese e non fai una connessione diretta con noi?"

Le imprese che falliscono nel riconoscere il problema dell'uovo e della gallina possono essere viste come imprese che tentano di bollire l'acqua degli oceani: i loro business plan prevedono che 93.000.000 utenti siano d'accordo con il loro folle schema per funzionare.

Conclusione: se sei in un mercato con un problema uovo-gallina, è meglio che tu fornisca un meccanismo di compatibilità a ritroso per risolverlo. Molte compagnie hanno affrontato e risolto questo problema, quando Transmeta ha prodotto il primo processore ha dovuto ammettere che se vuoi produrre CPU non puoi fare a meno di fare girare codice per CPU Intel e ne produsse di compatibili.

venerdì 15 marzo 2013

AdSense e il Responsive Web Design

Responsive Web Design (Wikimedia)
Articolo originale: How to use Google AdSense Ads on Responsive Websites

Ormai che gli smartphone e i tablet stanno prendendo sempre più piede il responsive web design, cioè un tipo di layout che si adatti automaticamente al tipo di terminale con cui l'utente naviga, sta diventando una necessità (è caldamente consigliato anche da Google). Nel post segnalato si fa riferimento a come inserire facilmente Google AdSense in questo tipo di siti: purtroppo i banner non si adattano automaticamente  ma con un piccolo codice javascript, simile a quello visto per i test a/b, saremo in grado di inserire il banner adatto in funzione della larghezza della finestra del browser:


<script type="text/javascript">

    var width = window.innerWidth 
        || document.documentElement.clientWidth 
        || document.body.clientWidth;

    google_ad_client = "ca-publisher-id";

    if (width > 800) {
    // Load the Leaderboard 728x90 Unit for wide screen
    google_ad_slot = "ad-unit-1"; 
    google_ad_width = 728; 
    google_ad_height = 90;
    } else if ((width < 800) && (width > 400)) { 
    // Load the 300x250 Medium Rectangle 
    google_ad_slot = "ad-unit-2"; 
    google_ad_width = 300; 
    google_ad_height = 250;
    } else { 
    // For small screens, load the 468x60 banner 
    google_ad_slot = "ad-unit-3"; 
    google_ad_width = 468; 
    google_ad_height = 60;
    }

</script>

<script type="text/javascript"
    src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js">
</script>

il trucco sta nell'uso della variabile window.innerWidth che tiene traccia della dimensione della finestra video; il codice tiene conto anche di vecchie versioni di IE che non usano quella variabile. Il codice è stato approvato dal team Google.

giovedì 14 marzo 2013

Startup, comunicazione e la lezione di Harold Lasswell

Harold D. Lasswell on Political Sociology (da Google libri)

Articolo originale: L’uso dei social media da parte delle startup: un aiuto dagli anni ’40

Sapete chi era Harold Lasswell? Era un politologo ed esperto di teoria della comunicazione americano; noto per la sua definizione di che cosa è comunicazione:
"Chi dice cosa a chi attraverso quale canale con quale effetto"
Che centra Lasswell con le moderne startup? Davide Bennato, professore di Sociologia dei processi culturali e comunicativi e Sociologia dei media digitali presso l'Università di Catania, ha presentato un intervento dal titolo “Social media e startup”, in cui ha illustrato l’utilizzo di un modello che può aiutare le startup a organizzare e pianificare al meglio le strategie di comunicazione utilizzando proprio il modello di Lasswell che qui riporto

da Tecnoetica.it il blog di Davide Bennato
Nel post sopra indicato trovate la descrizione e le slide dell'intervento condivise su Slideshare

mercoledì 6 marzo 2013

Quindici spunti per una startup

Ideas never run out (di Adi Respati - Flickr)

Ho fuso questi due articoli in cui Paul Graham, Ventur Capitalist e cofondatore di Y-Combinator, fornisce suggerimenti circa nuove possibili startup su cui sarebbe disposto a investire. Il primo risale al 2009 e parla di nove possibili aree meritevoli di finanziamento, il secondo del 2012 si sofferma principalmente sulla necessità di osare, di essere ambiziosi e puntare su idee grandiose: non vuole essere certo un post di ricerca di autostima, piuttosto vuole esprimere una realtà che sfugge a molti startupper, i VC cercano (e finanziano) startup molto ambiziose che promettono alti profitti di rientro dell'investimento effettuato. Traduco liberamente, raggruppo le idee e fondo i due post:

Ci sono molte idee di startup che stiamo aspettando da lungo tempo. Recentemente abbiamo anche cercato di suggerirne alcune e abbiamo avuto buoni riscontri. Adesso vogliamo essere più diretti e parlarvi di alcuni gruppi di startup che stiamo cercando.

Una delle cose più sorprendenti che ho notato lavorando in Y Combinator è come la maggior parte delle idee di startup ci appaiano spaventose. Alcune di loro potrebbero farvi diventare miliardari, eppure non appena ve ne descriverò qualcuna vi ritroverete a fuggire da esse: non preoccupatevi non è segno di debolezza, quanto di sanità mentale.

Le idee alla base di grandi startup sono terrorizzanti, non già per la mole di lavoro che richiederebbero, quanto perché minano alla base la vostra autostima; vi ritroverete a pensare se avete l'ambizione sufficiente a portarle avanti. C'è una scena in "Essere John Malkovich" nella quale il protagonista incontra un donna molto attraente e sofisticata che si rivolge a lui in questo modo:

Il punto è questo: se anche tu potessi avermi, non avresti idea di cosa fare con me!

Queste idee ci dicono in fondo la stessa cosa: è una delle cose più importanti da capire sulle startup. Vi aspettereste che le grandi idee siano affascinanti, ma in realtà tendono a respingervi. Significa anche che la maggior parte di queste idee sono invisibili alle persone, perché tendono inconsciamente a filtrarle.

Non vi descriveremo in dettaglio ogni idea sia perché vogliamo lasciarvi liberi di interpretare l'idea come meglio credete (e magari migliorala) sia perché vogliamo proteggervi da una concorrente che potrebbe lavorare nello stesso settore e dando un'idea troppo dettagliata creerebbe una inopportuna competizione.

Ecco le idee più ambiziose:

1 Un nuovo motore di ricerca
Creare un nuovo motore di ricerca significa competere con Google, e ultimamente ho visto qualche crepa nella loro fortezza. Capii che Microsoft aveva smarrito la propria strada quando decisero di entrare nel mercato dei motori di ricerca (Bing). Questa non era una mossa naturale per Microsoft. Lo fecero perché avevano paura di Google, e Google era nel mercato dei motori di ricerca. Ma questo significava che a) Google stava dettando l'agenda di Microsoft e b) l'agenda di Microsoft sarebbe stata piena di cose in cui non avevano competenza. Oggi potremmo dire che Facebook sta facendo a Google ciò che Google ha fatto a Microsoft. Questo di per sé non significa che ci sia spazio per un nuovo motore di ricerca, eppure ultimamente usando la ricerca di Google mi sono mancati i bei tempi andati, quando Google era fedele alla propria immagine un po' autistica e mi forniva una pagina dei risultati pertinenti, velocemente, senza confusione. Ora invece i risultati sembrano ispirati da oscuri principi. Il punto da cui partire è creare un motore di ricerca usato dagli hacker. Un motore di ricerca usato dai diecimila migliori hacker sarebbe in una posizione di potere davvero notevole nonostante la piccola dimensione, così come lo era un tempo Google quando era quel motore di ricerca. E per la prima volta in di dieci anni l'idea di abbandonare Google mi pare plausibile. Considerando che chiunque sia in grado di creare un motore del genere fa parte di quei diecimila hacker: cominciate a creare il motore di ricerca che voi stessi volete. Sentitevi liberi di farlo particolarmente di nicchia. Rendetelo particolarmente efficiente nel cercare codice sorgente, ad esempio. Volete che le query possano essere Turing equivalenti? Qualunque cosa vi frutti quei diecimila utenti è ipso facto buona. Non preoccupatevi se qualcosa che volete fare vi sarà d'impedimento nel lungo periodo, perché se non otterrete quel primo nucleo di utenza non ci sarà neanche un lungo periodo. Se siete in grado di costruire qualcosa che voi e i vostri amici preferiscono a Google siete a un decimo dall'essere quotati in borsa, così come i ragazzi di Facebook lo erano (ma probabilmente non se ne rendevano conto) una volta che conquistarono tutti gli studenti di Harvard.

2 Una nuova forma di email
L'email non è stata pensata per essere usata nel modo in cui la usiamo oggi. L'email non è un protocollo di comunicazione; è una lista di cose da fare. O meglio, la mia casella Inbox è una lista di cose da fare, e le email sono il modo in cui le cose vengono aggiunte. Ma è una lista di cose da fare disastrosamente cattiva. Sono aperto a varie possibili soluzioni per questo problema, ma sospetto che non basti migliorare la inbox: l'email deve essere rimpiazzata da un nuovo protocollo. Questo nuovo protocollo dovrebbe essere pensato per le liste di cose da fare e non per lo scambio di messaggi, sebbene esista il caso degenere in cui quello che una persona vuole sia: leggi il seguente testo. In qualità di nuovo protocollo di cose da fare deve dare più potere a chi riceve rispetto a quello che abbiamo con la email. Vorrei che ci fossero più restrizioni su quello che le persone possono mettere nella mia lista di cose da fare. E quando qualcuno mette qualcosa nella mia lista, vorrei che mi dicessero qualcosa in più su quello che desiderano da me. Vogliono che faccia qualcosa oltre a leggere un po' di testo? Quanto è importante? (Ci deve ovviamente essere il modo per evitare che le persone dicano che tutto è importante). Per quando deve essere fatto? Questa è una di quelle idee che appare come una forza irresistibile che si scontra con un oggetto inamovibile. Da un lato è impossibile rimpiazzare protocolli ben consolidati, dall'altro mi sembra improbabile che fra cento anni le persone vivranno nello stesso inferno fatto di email in cui viviamo oggi. E se un giorno verrà rimpiazzata, perché non oggi? Se lo farete per bene, potreste essere in grado di evitare il tipico problema dell'uovo e della gallina di cui soffrono tutti i nuovi protocolli, perché alcune delle persone più potenti al mondo sarebbero i primi ad adottarlo. Oggi sono tutti alla mercé delle email. Qualunque cosa costruiate, rendetelo veloce. GMail è diventato penosamente lento. Se realizzaste qualcosa non necessariamente migliore di GMail ma più veloce, già questo vi permetterebbe di sottrarre utenti a GMail. GMail è lento perché Google non si può permettere di spendere molti soldi su di esso. Eppure le persone pagherebbero per un tale servizio: io stesso non avrei problemi a spendere 50 dollari al mese. Considerato quanto tempo passo fra le email, fa un po' paura pensare a quanto avrebbe senso pagare. Forse anche mille dollari al mese. Se passassi svariate ore della giornata a leggere e scrivere email, questo sarebbe un modo conveniente per migliorare la mia vita.

3 Un nuovo tipo di Università
Ultimamente molte persone si stanno dedicando a questa idea, e penso che siano sulla strada giusta. Sono riluttante a dire che una istituzione in vita da un migliaio di anni sia finita a causa di alcuni errori fatti negli ultimi decenni, ma proprio in questi ultimi decenni le università americane sembrano essersi dirette sul cammino sbagliato. Si può fare di meglio con molti meno soldi. Non penso che le università scompariranno. Non scompariranno del tutto almeno. Perderanno soltanto il monopolio su un certo tipo di apprendimento. Ci saranno molti modi diversi per imparare le cose più svariate, e alcuni potranno non assomigliare alle università. Y Combinator stessa potrebbe essere considerata come una di esse. Imparare è un problema talmente importante che cambiare il modo in cui avviene porterà a tutta una serie di effetti secondari. Ad esempio, il nome dell'università a cui uno è andato è considerato da molte persone (giusto o sbagliato che sia) come una credenziale. Se l'apprendimento si rompesse in tanti piccoli frammenti, questo collegamento verrà meno. Ci potrebbe anche essere bisogno di sostituti per la vita sociale universitaria (e, curiosamente, Y Combinator ha anche questi aspetti). Potreste rimpiazzare le scuole superiori, ma vi scontrereste con ostacoli burocratici che rallenterebbero la startup. Le università sembrano il miglior punto posto da cui partire.

4 Internet, Hollywood e TV
Hollywood è stata lenta nell'abbracciare Internet. Questo è stato un errore, perché penso che ormai possiamo individuare un vincitore nella corsa fra metodi di distribuzione dei contenuti, ed è Internet, non la tv via cavo. Ciò è dovuto principalmente alla scomodità dei client di ricezione, meglio noti come Televisori. La mia famiglia non ha aspettato la Apple TV. Odiavamo la nostra TV così tanto che qualche mese fa l'abbiamo rimpiazzata con un iMac fissato al muro. Un po' scomoda da controllare con un mouse senza fili, ma l'esperienza è molto migliore rispetto all'interfaccia utente da incubo con cui prima dovevamo lottare. Parte dell'attenzione che comunemente le persone usano per guardare film e TV potrebbe essere oggi stata sottratta da cose che sembrano completamente non correlate, come le applicazioni dei social network. Oppure da cose più simili come i giochi. Ma ci sarà sempre richiesta per un film o una serie TV, dove sedete passivamente e guardate lo svolgersi di una trama Quindi come distribuire un telefilm via Internet? Qualunque cosa progettiate dovrà essere su una scala più larga rispetto i filmati di Youtube. Quando le persone si siedono e guardano una serie, desiderano sapere cosa vedranno: sia che si tratti di una serie con personaggi conosciuti sia che si tratti di film le cui premesse di base siano già conosciute. Ci sono due modi in cui distribuzione e il pagamento potranno evolvere. O una compagnia come Netflix o Apple diventerà il sito dell'intrattenimento per eccellenza e si dovrà raggiungere il pubblico attraverso esse. Oppure questo tipo di siti diventeranno saranno troppo sovraccarichi o tecnicamente rigidi, e si creeranno aziende che forniranno pagamenti e streaming per i produttori di uno show. Qual'ora le cose andassero così, ci sarà anche bisogno di aziende che forniscano l'infrastruttura.

5 Il nuovo Steve Jobs
Ho parlato recentemente con una persona che conosce bene la Apple. Gli ho chiesto se colore che mandano oggi avanti l'azienda possano creare nuovi prodotti come faceva la Apple di Steve Jobs. La sua risposta è stata semplicemente "No". Era proprio la risposta che temevo. Gli ho chiesto qualche motivazione più precisa, ma non me l'ha data. No, una volta finiti i prodotti pianificati, non ci sarà altra bella roba. I ricavi di Apple potranno aumentare ancora per un bel po', ma, come Microsoft mostra, l'andamento dei ricavi è un indicatore tardivo nel business della tecnologia. Quindi se non sarà la Apple a fare il nuovo iPad, chi lo farà? Nessuno degli attuali concorrenti. Nessuno di essi è guidato da un visionario, ed esperienza insegna che non si possono assumere. L'esperienza ci mostra che per avere un visionario come CEO deve essere lui ad aver fondato l'azienda e non deve essere stato licenziato. Perciò l'azienda che creerà la prossima generazione di hardware sarà probabilmente una startup. Capisco che suoni assurdamente ambizioso che una startup provi a diventare tanto grande quanto la Apple, ma non è più ambizioso di quanto lo fosse per la Apple, e loro ce l'hanno fatta. In più una startup che lo facesse oggi avrebbe un vantaggio che la Apple non aveva: l'esempio della Apple. Steve Jobs ci ha fatto vedere che cosa è possibile. Ciò aiuta gli aspiranti successori sia direttamente, così come fece Roger Bannister, mostrando loro quanto meglio tu possa fare delle persone che ti hanno preceduto, sia indirettamente, come fece Augusto, inculcando nella mente degli utenti che una singola persona possa rivelargli ciò che li aspetta nel futuro. Ora che Steve ci ha lasciato tutti avvertiamo un vuoto. Se una nuova azienda ci guiderà coraggiosamente nel futuro del software, gli utenti la seguiranno. Il CEO di una tale azienda, il "nuovo Steve Jobs", potrebbe non essere paragonabile con lui. Ma non dovrebbe  nemmeno farlo. Dovrebbe soltanto fare un lavoro migliore di Samsung, Hewlett Packard e Nokia, e questo sembra piuttosto fattibile.

6 Riportare la legge di Moore alla validità
Gli ultimi 10 anni ci hanno ricordato il vero significato della legge di Moore. Fino al 2002 potevi interpretarla come la promessa che la velocità di clock sarebbe raddoppiata ogni 18 mesi. Quello che in realtà diceva è che il numero di transistor sarebbe raddoppiato ogni 18 mesi. Un tempo far notare la differenza era una pignoleria, ma ora non più. La Intel non è più in grado di darci processori più veloci, ma soltanto più processori. Questa legge di Moore è non è buona come quella vecchia. La legge di Moore un tempo significava che, se il tuo software era lento, dovevi soltanto aspettare che l'inesorabile progresso dell'hardware risolvesse i tuoi problemi. Ora se il tuo software è lento lo devi riscrivere in modo che faccia più cose in parallelo, il che implica molto più lavoro rispetto ad aspettare. Sarebbe meraviglioso se una startup ci desse indietro un po' della vecchia legge di Moore, scrivendo software che faccia apparire allo sviluppatore più processori come se fossero uno solo, ma estremamente veloce. Ci sono molti modi per attaccare questo problema. Il più ambizioso è farlo automaticamente, cioè scrivere un compilatore che parallelizzi il codice per noi. C'è già un nome per un tale oggetto: il compilatore sufficientemente intelligente, un sinonimo di impossibile. Ma lo è davvero? Non esiste proprio una configurazione di bit nella memoria di un computer odierno che rappresenti questo compilatore? Se davvero lo pensaste, dovreste provare a dimostrarlo, perché sarebbe un risultato davvero interessante. E se non fosse impossibile ma soltanto molto difficile, varrebbe la pena provare a scriverlo. Il valore atteso è alto anche se la possibilità di farcela è scarsa. La ragione per cui ciò varrebbe così tanto sono i servizi web. Se potessi scrivere software che desse ai programmatori la convenienza di poter scrivere le cose come le scrivevano un tempo, glielo potresti offrire come servizio web. E a propria volta questo significherebbe che avresti conquistato praticamente tutti gli utenti. Immagina se esistesse un altro produttore di processori in grado di trasformare più transistor in processori più veloci: travolgerebbero la Intel. E poiché l'avvento dei servizi web significa che nessuno tocca con mano i propri processori, scrivendo un compilatore sufficientemente avanzato sareste in una situazione indistinguibile da quel produttore di processori, perlomeno per il mercato server. La maniera meno ambiziosa di approcciare il problema è partire dall'altra estremità, offrendo ai programmatori dei blocchetti di codice già parallelizzato come dei Lego con cui costruire programmi, come Hadoop o MapReduce. Ma il programmatore dovrebbe comunque fare la maggior parte del lavoro di ottimizzazione. Esiste una interessante via di mezzo nella quale costruite un'arma semi-automatica, c'è sempre un uomo di mezzo. Create qualcosa che all'utente appaia come un compilatore abbastanza intelligente, ma in realtà dentro abbia persone che usano sofisticati strumenti di ottimizzazione per trovare ed eliminare i colli di bottiglia nei programmi degli utenti. Queste persone potrebbero essere i vostri dipendenti, o magari potreste creare un mercato per ottimizzatori. Un mercato per ottimizzatori potrebbe essere un modo per generare un compilatore sufficientemente intelligente pezzo per pezzo, perché i partecipanti inizierebbero a creare immediatamente dei bot. Sarebbe davvero curioso se arrivassimo al punto in cui tutto è gestito da bot, perché allora avremmo un compilatore sufficientemente intelligente, ma nessuno ne avrebbe una copia intera. Capisco quanto folle suoni tutto ciò. In effetti quello che mi piace in questa idea sono tutti i diversi modi in cui è sbagliata. L'intera idea di concentrarsi sulla ottimizzazione va contro il trend generale dello sviluppo software degli ultimi decenni. Provare a scrivere il compilatore sufficientemente intelligente è per definizione un errore. E anche se non lo fosse, i compilatori sono il tipo di software che dovrebbe essere sviluppato da progetti open source, non da aziende. In più se questo funzionasse priverebbe tutti quei programmatori che adorano creare applicazione multithreaded di tutta la loro divertente complessità. Il troll da forum dentro di me non saprebbe neanche da dove partire nel sollevare obiezioni a questo progetto: ecco dunque una gran bella idea per startup.

7 Diagnosi mediche automatiche
Ecco un'altra idea che potrebbe incontrare una resistenza persino maggiore: diagnosi medica automatica e continua. Uno dei miei trucchi per generare idee per startup è immaginare come appariremo alle future generazioni. E sono piuttosto sicuro che alle persone fra 50 o 100 anni, sembrerà barbarico che ai nostri giorni le persone dovessero aspettare l'apparire dei sintomi per poter diagnosticare malattie tanto gravi quanto quelle cardiache o il cancro. Ad esempio nel 2004 Bill Clinton si accorse di sentirsi a corto di fiato. I dottori scoprirono che diverse sue arterie erano bloccate al 90% e tre giorni dopo eseguirono un bypass quadruplo. Sembra ragionevole assumere che Bill Clinton abbia a disposizione le migliori cure mediche possibili. Eppure anche lui ha dovuto aspettare che le sue arterie fossero bloccate al 90% per sapere che le aveva bloccate al 90%. Sono certo che in futuro sapremo tali numeri nello stesso modo in cui oggi conosciamo il nostro peso. Stesso dicasi per il cancro. Alle future generazioni sembrerà assurdo che dovessimo aspettare che i pazienti avessero sintomi fisici perché venisse diagnosticato il cancro. Il cancro apparirà immediatamente su una qualche forma di radar. (Certamente potrebbe darsi che quello che apparirà su tali schermi sia diverso da quello che oggi pensiamo essere il cancro. Non sarei sorpreso se in ogni istante avessimo decine o centinaia di microcancri, tutti privi di conseguenze.) Molti degli ostacoli nel realizzare una diagnosi continua verrebbero dal fatto che si scontra con i fondamenti della professione medica. La medicina ha sempre funzionato con i pazienti vanno dai dottori con i loro problemi, e i dottori che dicono loro che cosa non va. A molti dottori non piacerebbe avventurarsi in quella che degli avvocati chiamerebbero "battuta di pesca", in cui cercano problemi senza sapere cosa stanno cercando. Chiamano le scoperte così fatte incidentalomi, e risultano essere grosse seccature. Ad esempio una mio amica si fece analizzare il cervello come parte di uno studio. Si spaventò moltissimo quando i medici dissero di averle scoperto un grosso tumore. Ulteriori test dimostrarono che si trattava di una cisti benigna, ma le costò qualche giorno di terrore. Molti dottori si preoccupano che se cominciassimo ad analizzare pazienti privi di sintomi replicheremmo questa situazione a una scala gigantesca: un numero enorme di falsi positivi che manderebbero nel panico i pazienti e che richiederebbero test costosi e magari pericolosi per essere verificati. Ma penso che sia un artefatto delle nostre attuali limitazioni. Se le persone venissero analizzate continuamente e migliorassimo la nostra capacità di decidere cosa sia grave e cosa non lo sia, la mia amica avrebbe saputo della propria cisti e della sua innocuità, come se fosse stata una voglia sulla pelle. C'è posto per molte startup in questo campo. In aggiunta ai problemi tecnici che tutte le startup devono affrontare, e tutti gli ostacoli burocratici che le startup in area medica devono superare, devono anche andare contro migliaia di anni di tradizione medica. Ma accadrà, e sarà una cosa meravigliosa, così grande che le persone in futuro proveranno la stessa pena che oggi proviamo per le generazioni che sono vissute prima dell'anestesia o degli antibiotici.

8 Il futuro del Giornalismo
I quotidiani e i settimanali stanno morendo. Come sarà un sito di news del futuro? E quale sarà il suo business model? Le due domande sono strettamente correlate, e lo stesso vale per la carta stampata. Il motivo per cui i giornali stanno morendo è che non c'è più una relazione diretta con il modo in cui fanno denaro: abuso di finanziamenti pubblici, siti di news gratuiti, pubblicità in calo. Che cosa succederebbe se si partisse dal come fare denaro e costruire su di esso un nuovo modo di fare giornalismo, invece che dare per scontato che quello attuale sia l'unico modo di fare giornalismo e cercare di trovare un business model che funzioni?

9 Nuovi percorsi attraverso il Product Space
I negozi on line raggruppano i prodotti in funzione della marca. Non perchè sia la maniera migliore di presentare i prodotti ai consumatori, è semplicemente un retaggio culturale lasciatoci dal tempo, quando l'unica forma di presentazione di una collezione erano i cataloghi. E non è assolutamente detto che i produttori (bravi nel prendere ordini, rispondere alle domande, impacchettare e incassare) siano bravi anche nel selezionare i prodotti e mostrarli per la vendita. Se immaginate l'insieme dei prodotti di una singola marca come un blocco di cataloghi immaginari conservati su uno scaffale, diventa ovvio pensare che ci sono infiniti percorsi attraverso quel blocco e non la semplice fetta verticale che rappresenta il singolo catalogo. Qual è il percorso migliore? Chi ha interesse a crearlo? Potete aiutarlo?

10 Applicazioni costruite su Twitter
Twitter è un nuovo protocollo di comunicazione. Un modo di mandare messaggi senza che ci sia bisogno dell'indirizzo del destinatario, cerchiamo startup che siano in grado di costruirci sopra qualcosa.

11 Nuovi modi di usare i video live
La TV sta essendo progressivamente rimpiazzata  La gente usa il tempo che prima dedicava alla Tv in nuovi modi, da cose che nulla hanno a che vedere con la TV (Facebook) a una TV rimpacchettata per gli schermi dei PC (Hulu). Dobbiamo ancora scoprire modi migliori, a nostro avviso. I video live sembrano un'area estremamente promettente specialmente adesso che Justin.TV ha reso disponibili alle startup le proprie API gratuitamente. Molti conoscono Justin.Tv come un sito con molto traffico, ma le loro infrastrutture sono impressionanti. I video live affrontano maggiori problemi rispetto a quelli registrati perché le possibilità di caching sono limitate. JTV ha costruito tutto con un relativamente piccolo investimento il che li ha forzati a creare una infrastruttura di una efficienza senza precedenti, e adesso è disponibile a tutti. Il fatto che sia gratuita e vi dia accesso allo stream video (e non ad un lettore) la rende una infrastruttura di partenza perfetta: perché permette di focalizzare l'attenzione su nuovi modi di utilizzare i video in diretta e non su come farlo.

12 Sviluppare sui dispositivi mobili
Sembra che gli smartphone o i Tablet stiano soppiantando i computer portatili nella stessa maniera in cui i portatili hanno soppiantato i computer fissi. Dove ci porta tutto ciò? probabilmente potreste già farlo con l'hardware esistente oppure dovrete introdurre dispositivi di input e di visualizzazione innovativi. Un test reale è capire se è possibile creare un ambiente di sviluppo in un qualcosa talmente piccolo da potere essere utilizzato come telefono. Qualunque sia la soluzione il risultato interesserà non solo agli sviluppatori. Cominciate ad usare il vostro smartphone come unico sistema di sviluppo e vedete a che cosa arrivate...

13 Applicazioni per iPad
Molti pensano che la cosa importante dell'iPad sia la sua forma: fondamentalmente è un computer a forma di tavoletta. Noi pensiamo che apple abbia ambizioni maggiori, pensiamo che iPad ucciderà Windows o più precisamente che ce lo farà dimenticare. Pensiamo che Apple preveda un futuro in cui iPad sarà lo standard per fare ciò che adesso fa con i computer. I programmatori non vorranno mai un computer che non possono controllare interamente, ma la gente comune vuole semplicemente qualcosa di economico e che funziona. Ed è così che vedranno iPad. Probabilmente molti non faranno la scelta con consapevolezza, prenderanno un iPad e useranno meno Windows e quando morirà non lo rimpiazzeranno. Succederà? Potrebbe. E se accadesse avremmo grandi cambiamenti: occorreranno applicazioni per iPad che permettano alle persone di fare ciò che fanno adesso, ma potrebbe essere qualcosa di più di una semplice sostituzione perchè potrebbero esserci applicazioni native per ipad che permettono di fare cose meglio che con la controparte Windows e ovviamente potranno sorgere applicazioni che non hanno controparti nel mondo PC. Nessuno sa di cosa stiamo parlando tranne chi sviluppa espressamente con e per iPad. Educazione e giochi sembrano due aree interessanti da cui partire.

14 Applicazioni che sfruttino la personalizzazione istantanea di Facebook
La personalizzazione istantanea di Facebook è un servizio che ti permette, se sei loggato a Facebook, di visitare un sito e di permettere a quest'ultimo di accedere ai tuoi dati del profilo per personalizzare la tua esperienza. La cosa interessante per noi è  che cosa possiamo creare di nuovo con questi dati che prima non potevamo? Che cosa potresti fare di nuovo se già conoscessi il tuo utente e i suoi amici nel momento in cui arrivano? Unno dei vantaggi è che si ridurrebbe il problema di provare qualcosa di nuovo, sarebbe molto semplice lanciare cose drasticamente innovative. Il problema con le innovazioni drastiche è che spesso le persone non capiscono cosa hai creato fino a che non lo provano: adesso saresti in grado di mostrarglielo.

15 Efemeralizzazione delle app
[Efemeralizzazione è un termine coniato da Richard Buckminster Fuller ed esprime con una sola parola il concetto tecnologico di potere "fare sempre di più con sempre meno, fino ad arrivare al punto di potere fare tutto con niente" ndNicola] Le App che usiamo sui tablet rimpiazzeranno un sorprendente numero di tecnologie. La cosa è già chiara se parliamo di GPS, macchine fotografiche, etc. La cosa sorprendente sarebbe capire quanto lontano si può arrivare. La parola "rimpiazzare" non deve essere presa alla lettera, infatti alcune delle cose più ingegnose che possono essere costruite su un tablet sono quelle che rimpiazzano qualcos'altro in maniera inaspettata. Ragion per cui non domandatevi "cosa possiamo rimpiazzare con un App su un tablet?", ma piuttosto "come possiamo aiutare la gente a fare qualcosa con un app su un tablet?". Non è necessario che le App che una nuova startup produce siano l'unica fonte di incasso, per adesso saranno utili per accreditarvi presso gli utenti.

Tattica
Lasciatemi concludere con qualche consiglio tattico. Se volete affrontare un problema tanto grande quanto quelli di cui ho parlato, non affrontatelo direttamente. Non dite, ad esempio, che rimpiazzerete le email. Se vi comportaste così, creereste troppa aspettativa. I vostri dipendenti e investitori vi chiederebbero costantemente "Ce l'abbiamo fatta?" e avrete eserciti di nemici che non aspetteranno altro che voi falliate. Dite soltanto che state creando del software per costruire una "lista delle cose da fare". Le persone noteranno che avete rimpiazzato le email a cose fatte.

Empiricamente il modo per cominciare a fare grandi cose sembra essere cominciare facendone di apparentemente piccole. Vuoi arrivare a dominare il mercato del software per microprocessori? Comincia scrivendo un interprete di Basic per una macchina con poche migliaia di utenti. Vuoi creare il sito web universale? Comincia creando un sito in cui gli studenti di Harvard si possano stalkerare l'un l'altro.

L'esperienza ci insegna che partire da piccoli obiettivi lo si fa non soltanto per gli altri, ma ne avrete bisogno per voi stessi. Ne Bill Gates ne Mark Zuckerberg sapevano sin dall'inizio quanto grandi sarebbero diventate le proprie aziende. Sapevano soltanto di avere scoperto qualcosa. Forse è una cattiva idea avere inizialmente grandi ambizioni, perché più grande è l'ambizione, più tempo impiegherete nel raggiungerla, e pi ù a lungo termine sarà il piano, più facilmente sbaglierete.

Penso che il modo di usare queste grandi idee non sia provare a identificare un punto preciso nel futuro e poi chiedersi come arrivarci, come vorrebbe l'immagine del visionario. Sarebbe meglio agire come Cristoforo Colombo e andare più o meno verso ovest. Non provate a costruire il futuro come se fosse un edificio, perché il vostro attuale progetto è quasi certamente sbagliato. Cominciate con qualcosa che sapete che funzioni e, quando vi espandete, andate verso ovest.

In genere si pensa al visionario come qualcuno che abbia una visione chiara del futuro, ma l'esperienza ci dice potrebbe essere preferibile averne una sfocata.

venerdì 1 marzo 2013

Inserire efficacemente AdSense in un sito (2): il test A/B

Test A/B (da The Ultimate Guide To A/B Testing di Paras Chopra - Smashing Magazine)

Articolo originaleThe ABCs of A/B Testing

Nel precedente articolo abbiamo visto quali sono le posizioni consigliate per un banner AdSense e si è detto che è importante fare esperimenti, ma come? Tramite un test A/B. Un Test A/B è un esperimento che si conduce quando si vogliono confrontare due versioni di una stessa cosa per capire quale è migliore. La foto in apertura è assai esplicativa: si vogliono per esempio confrontare due layout di pagina web per capire se la differente posizione del Signup Form, cioè della casella di iscrizione (evidenziata con un cerchietto rosso), incide nel numero di persone che decidono di registrarsi al sito, per capirlo, in maniera del tutto casuale, si si fa in modo che la metà degli utenti che accede normalmente al sito veda la pagina con il layout A e l'altra metà quella con il layout B, dopo un po' di tempo si osserva che il numero di registrazioni ottenute dalla versione B è di 75 invece quelle ottenute dalla versione A sono 50, ciò implica che la pagina con il layout di tipo B è migliore di quella con il layout A. Direi che è piuttosto semplice evidenziamo però alcuni passaggi chiave che sono peculiari del Test A/B:
  • Possiamo testare due situazioni che differiscono di un solo particolare per volta; cambiare più parametri contemporaneamente non ci permetterebbe di capire quale ha influito effettivamente, in questo caso si dovrebbe creare un esperimento per ogni parametro (oppure utilizzare un test multivariato, più complesso)
  • Le due situazioni vanno testate simultaneamente: fare visualizzare per un mese il layout A e per il mese successivo quello B non è un Test A/B; solo assicurando parità di condizioni di traffico, tempo, utenti puoi avere un giudizio statisticamente valido
  • Fai in modo che ogni volta una delle due situazioni sia quella corrente: confrontare ogni volta con una situazione di riferimento ti permette di capire come ogni singolo parametro può influire in positivo o in negativo
Cosa si può testare con questo tipo di analisi statistica? Qualunque cosa:
  • la posizione di un banner pubblicitario
  • il colore degli annunci
  • il layout della pagina
  • ...
L'esperimento può essere condotto in due modi:
  1. Utilizzando del codice scritto ad hoc da noi 
  2. Affidarci a Google Analytics e alla sua funzione Esperimenti
Limitandoci alla verifica di posizionamento o tipologia di un banner AdSense vediamo come condurre i due esperimenti.

Soluzione ad hoc

Innanzitutto dobbiamo creare due o più canali personalizzati di AdSense, per ogni canale creeremo una unità pubblicitaria diversa da testare e saranno proprio i canali personalizzati a fornirci le indicazioni per poi dare un giudizio finale.


Banalmente adesso basta inserire nella pagina, nella posizione in cui devono comparire i banner questo codice:

<script type="text/javascript">
var random_number = Math.random();
if (random_number < .5){
//Sostituiscimi con il codice banner uno

} else {
//
Sostituiscimi con il codice banner due
}
</script>
<script type="text/javascript" src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js"></script>
 

Che abbiamo scritto? Il primo e l'ultimo rigo indicano che stiamo inserendo uno script Javascript; nel secondo rigo assegniamo ad una variabile un valore pseudocasuale decimale compreso tra 0 e 1; il terzo rigo indica una scelta: se il valore casuale è minore di 0,5 allora verrà visualizzato il codice del banner di tipo uno che dobbiamo inserire proprio qui, altrimenti verrà visualizzato il codice del banner due che andrà inserito dove indicato.

Ricordo che AdSense in generale proibisce la modifica materiale del codice da inserire, ad ogni modo permette ai publisher di effettuare questo tipo di esperimenti sebbene non fornisca nessun tipo di supporto.

Analizzando i risultati dei canali personalizzati se ti accorgi che col passare del tempo uno dei banner fornisce risultati chiaramente migliori dell'altro, basterà rimpiazzare il codice precedente con quello del banner o procedere ad un nuovo esperimento.

Usare Google Analytics


Fino a qualche tempo fa esisteva un servizio Google proprio per i Test A/B o per le analisi multivariate, il suo nome era Google Website Optimizer, da qualche tempo questo servizio è stato chiuso ed è stato integrato con Google Analytics per accedervi, dovete avere attivo sul vostro sito Google Analytics quindi dal menu Contenuti > Esperimenti accederete a questa schermata


Una volta inserito l'indirizzo della pagina da migliorare e cliccato su inizia a sperimentare vi troverete a delle schermate le quali attraverso un percorso guidato vi faranno inserire gli indirizzi della pagina base di riferimento e di quelle modificate


Potrete poi scegliere il tipo di metrica da misurare (visitatori, rimbalzi, tempi di permanenza...) e quanti dei vostri utenti devono partecipare all'esperimento


Verrà quindi creato del codice da inserire che Analytics monitorerà per voi


Questo codice fa sì che ad ogni visitatore del vostro sito (o ad una percentuale definita a priori) vengano casualmente fatte vedere o la pagina originale o una delle pagine modificate e il sistema terrà traccia del suo comportamento; ricordate di aggiungere nella privacy policy del vostro sito che utilizzate di Analytics al fine di condurre test A/B con tutto ciò che ne consegue

Che sia fatto con misure ad hoc o tramite Analytics a questo punto la domanda che viene in mente è: per quanto tempo devo condurre l'esperimento? La risposta non è banale: dipende dal numero di visitatori e da quanti tra di essi partecipano all'esperimento; poco tempo non è utile perché non darebbe informazioni statisticamente valide, troppo tempo potrebbe costarvi in termini di denaro, poiché rinuncereste ai proventi forniti dalle pagine più performanti non visualizzate dagli altri utenti; dipende anche dal tipo di sito e da che cosa state testando: se il sito è uno di quelli che ha un traffico costante oppure stagionale, se testate la vendita di un prodotto o un banner. In generale il mio consiglio è di effettuare tantissimi test A/B, con piccolissime modifiche, della durata di un mese l'uno, in continuo: è quello che fanno Google o Facebook con le loro pagine, qual'ora il sito ricevesse traffico solo in determinati periodi dell'anno concentrate in quei periodi gli esperimenti. Potete utilizzare questa calcolarice per stimare il tempo necessario per il vostro esperimento (dovete però essere a conoscenza di quanto vi aspettate che l'esperimento migliori la resa, cosa che potete solo augurarvi di sapere). Potete poi utilizzare quest'altra calcolatrice per verificare se effettivamente il risultato è significativo dal punto di vista statistico.

giovedì 28 febbraio 2013

Inserire efficacemente AdSense in un sito: il posizionamento

Web site idea (di Leonid Mamchenkov - Flickr)

Mio articolo originale: AdSense e Blogger: inserimento e ottimizzazione

Dove inserire gli annunci pubblicitari affinché siano più cliccati, è uno dei dilemmi più frequentati per chi studia il layout di un sito web. Non esistono ricette magiche, solo comportamenti statisticamente più corretti, frutto di prove continue e di esperienza. Nell'articolo linkato parlavo dell'inserimento in un blog su piattaforma Blogger, ora vorrei fare un discorso più ampio e relativo al tipo di sito.

Partiamo da una immagine di riferimento, la heat map fornita tempo fa da Google.
Heat Map posizionamento banner (più il colore è scuro più è visibile il banner)
La mappa termica ci fa capire come il posizionamento migliore di un banner sia funzione di:
  • Altezza nella pagina. Più in alto è meglio è: la pagina viene visualizzata dal browser, dall'alto verso il basso, ragion per cui è conveniente che i banner siano piazzati above the fold, cioè nella prima schermata caricata della pagina (generalmente l'above the fold è un posizionamento all'interno di un rettangolo immaginario di 1024 x 780 posizionato in alto a sinistra rispetto alla pagina e che corrisponde alla schermata standard di un monitor).
  • Ordine di lettura. Posizionare i banner a sinistra e meglio che a destra: noi occidentali leggiamo da sinistra verso destra, quindi il nostro occhio è abituato a posizionarsi immediatamente a sinistra di ciò che osserviamo per leggere.
  • Vicinanza con il contenuto. Nel corso degli anni gli utenti hanno sviluppato quella che definiamo banner blindness, cioè una cecità ai banner: gli utenti sanno inconsciamente che quei rettangoli sono pubblicità e non la leggono nemmeno andando direttamente al contenuto cercato. Posizionare i banner vicino ai contenuti permette di contrastare questo fenomeno: subito prima, tra il titolo e il contenuto, subito dopo appena prima dei commenti.
A queste considerazioni va aggiunta una cosa fondamentale: l'utente deve sapere che sta cliccando su una pubblicità, non deve essere ingannato ne messo in condizione di cliccare per sbaglio su una pubblicità, pena l'esclusione dal circuito AdSense. La pubblicità deve essere percepita dall'utente come un approfondimento a ciò di cui si sta parlando nella pagina. Dei click fraudolenti e sul come evitarli ne abbiamo già parlato qui.

Google ha, nel corso degli anni, fornito indicazioni su dove collocare i banner all'interno di una pagina, con una serie di post sull'ottimizzazione pubblicate anni fa sul blog di AdSense; le proposte si basano su una classificazione dei siti web secondo 4 layout principali.

I quattro layout
La foto mostra le quattro tipologie più comuni:
  1. Contenuto a piena pagina
  2. Contenuto su due colonne e con barra laterale di navigazione a sinistra
  3. Contenuto distribuito su più colonne
  4. Contenuto su due colonne e con barra laterale di navigazione a destra

Per ogni tipo di layout è proposta una strategia di posizionamento. Per i siti a tutta pagina sono consigliati questi posizionamenti

Posizionamento per layout di tipo 1: a piena pagina
  1. Un leaderboard (728 x 90) immediatamente sotto il titolo o logo e prima del contenuto
  2. Un rettangolo all'interno del contenuto a sinistra; "Rettangolo grande" (336 x 280) o “Rettangolo medio” (300 x 250). Questa idea è particolarmente indicata per i nuovi siti che non contengono ancora molto testo.
  3. Due rettangoli all'interno del contenuto: il primo a sinistra, il secondo in basso a destro come logica conclusione di ciò che si legge. Indicato per i siti che hanno superato la prima fase di pubblicazione e vogliono introdurre un po' di varietà. Con il progressivo aumento del testo nella pagina, puoi inserire fino a 3 insiemi di annunci. Inoltre, puoi utilizzare questa tecnica per alternare il testo con tue immagini sui lati opposti della pagina.
  4. Un leaderboard iniziale e il rettangolo in basso a destra

Per il secondo layout, quello con sidebar laterale a sinistra sono consigliati
Posizionamento per layout di tipo 2: sidebar a sinistra
  1. Leaderboard sotto il titolo e un insieme di link nella sidebar, indicato se hai molto testo e molte immagini da visualizzare.
  2. Banner verticale nella sidebar, come prima indicato se hai molto testo e molte immagini da visualizzare.
  3. Banner verticale nella sidebar e rettangolo in basso a destra a chiusura articolo; è indicato per i siti con ancora più testo.
  4. Leaderboard e rettangolo in basso a destra, come il 3 è indicato per i siti con ancora più testo.
Per il terzo layout, quello con contenuto distribuito su più colonne, vengono contemplate anche il posizionamento dei link di navigazione indicati in ciano

Posizionamento per layout di tipo 3: a più colonne
  1. Questo layout è consigliato per i siti con una grande quantità di contenuti grafici che occupano più spazio e richiedono di essere inseriti tra sezioni di testo. Sul lato sinistro della pagina è presente una barra di navigazione verticale, mentre il testo e le immagini si trovano al centro e sul lato destro. Nella parte superiore della pagina si trova infine un blocco di annunci di tipo leaderboard direttamente sotto il logo o il titolo. Utilizzando questo suggerimento, l'insieme di annunci viene messo in risalto e integrato negli elementi della pagina nell'area più visibile, ossia quella che appare immediatamente all'utente prima di dover scorrere la pagina.
  2. Come il layout precedente, può essere utilizzato in pagine ricche di contenuti testuali e grafici. In questa proposta, tuttavia, la barra di navigazione è orizzontale e il blocco di annunci, un "Rettangolo grande" (336 x 280) o un "Rettangolo medio" (300 x 250), è affiancato al testo. Ciò consente di mettere maggiormente in risalto gli annunci. Questa struttura rappresenta una valida alternativa per quelle pagine in cui la notizia o l'articolo più importante si trova al centro.
  3. In questo gli annunci sono collocati alle estremità opposte della pagina e possono attirare l'attenzione dei lettori che consultano la barra di navigazione o un articolo secondario sul lato destro della pagina. Il primo blocco nell'angolo in alto a sinistra può essere un "pulsante" (125 x 125) o un insieme dei link, mentre l'altro blocco nell'angolo in basso a destra può essere un "Rettangolo medio" (300 x 250).
  4. L'ultimo layout è costituito da un "Rettangolo grande" (336 x 280) al centro della pagina e da uno "Skyscraper" (120 x 600) sul lato sinistro. In questo caso, la barra di navigazione può essere collocata nella parte superiore della pagina.

Rimane lo schema 4 quello con la sidebar a destra che per molti anni è stato il formato standard dei blog. Le soluzioni proposte sono ovviamente speculari a quelle dello schema 2 con sidebar a sinistra.
Posizionamento per layout di tipo 4: sidebar a destra
  1. Leaderboard sotto il titolo o logo della pagina
  2. Banner verticale nella sidebar, questo e il precedente sono ovviamente indicati quando si vuole visualizzare molto testo o immagini
  3. Rettangolo all'interno del testo e banner verticale nella sidebar, differenziando leggermente i colori del rettangolo l'annuncio risalterà maggiormente agli occhi
  4. Leaderbord e banner verticale, pur coprendo interamente la pagina permettono l'inserimento di grandi quantità di testo

Nel corso degli anni Google ha modificato l'algoritmo attraverso il quale vengono indicizzati, ordinati e mostrati i siti pertinenti con le ricerche effettuate dall'utente, recentemente dopo gli aggiornamenti Panda e Penguin, ha cominciato a penalizzare siti che espongono troppa pubblicità e in maniera molto intrusiva, considerandoli sinonimo di scarsa qualità; osserva il video 


Dal layout proposto si intuisce che Google considera oggi un buon layout quello che loro stessi chiamano Schema ad F. Un grosso banner orizzontale sotto il titolo (il leaderboard), un piccolo quadrato sulla destra in alto sopra la sidebar destra e un banner verticale anche in basso sulla sinistra sotto la sidebar sinistra. L'idea è che i banner devono integrarsi, ma allo stesso tempo distinguersi nel flusso di lettura, posizionandosi lungo le linee di una grossa F sovrapposta al Layout del sito. Importantissimo non coprire più del 50% dello spazio above the fold.

Recentemente Google ha anche fornito dei consigli sul posizionamento in funzione della tipologia di sito, più che sul tipo di layout. Vediamoli nel dettaglio. Cominciamo con un sito di news
Schema proposto per un sito di news: Homepage
Schema proposto per un sito di news: Pagina del Canale (la homepage della sottosezione: es Sport, Politica...)
Schema proposto per un sito di news: pagina di contenuti (la pagina con la notizia)

Come potete notare sono state riutilizzate le idee viste precedentemente: vicino ai contenuti e a sinistra o alla fine di un articolo. Passiamo ad un sito di annunci on line
Schema proposto per un sito di annunci online: Homepage
Schema proposto per un sito di annunci online: pagina degli annunci
Schema proposto per un sito di annunci online: pagina della ricerca
Schema proposto per un sito di annunci online: pagina del singolo annuncio

Notate la somiglianza tra il layout della pagina del singolo annuncio e quello della pagina dell'articolo nel sito di news. Una tipologia recente di siti è quella che permettono di giocare online con giochi flash, uno di questi siti è considerato anche un caso di successo.
Schema proposto per un sito di giochi online: homepage
Schema proposto per un sito di giochi online: pagina con la descrizione del gioco
Schema proposto per un sito di giochi online: pagina del gioco

Un forum, tradizionalmente siti di difficile monetizzazione tramite pubblicità
Schema proposto per un forum: homepage
Schema proposto per un forum: pagina di insieme di topic
Schema proposto per un forum: singolo topic
E per ultimo tocca ovviamente al blog
Schema proposto per un blog: homepage
Schema proposto per un blog: post
Quali sono i formati più convenienti? Dai suggerimenti di layout è evidente che il team AdSense consiglia di scegliere questi tipi: Rettangolo medio 300 x 250, Leaderboard 728 x 90 e Skyscraper 160 x 600. Oltre ad essere i formati con risultati migliori, probabilmente sono formati per cui sono presenti più campagne: il team si raccomanda di selezionare non solo gli annunci di testo, ma anche quelli grafici in modo da avere un maggior numero di campagne a disposizione tra cui il sistema può scegliere quelle che meglio si contestualizzano all'argomento del blog.

Ricordate che, in generale, i formati degli annunci più larghi risaltano di più e consentono di inserire più testo orizzontale rispetto alle varianti più strette, gli utenti possono leggerli e interagire con essi più facilmente e consentono anche di visualizzare più annunci in un'unità.

Si raccomanda di integrare al meglio gli annunci con il layout grafico del sito (scegliere quindi lo stesso font e gli stessi colori), ma evitare di fare "scomparire" gli annunci all'occhio di chi guarda. Esistono tre tecniche per inserire gli annunci nel blog: integrazione, complementarietà e contrasto.

Integrazione
Se vuoi integrare rendi lo sfondo e i bordi dei tuoi annunci dello stesso colore dello sfondo della pagina in cui si trova l'annuncio. Se lo sfondo del tuo sito è bianco e non intendi dedicare troppo tempo alla scelta dei colori degli annunci, ti consigliamo di utilizzare lo stile dell'annuncio predefinito di Google.

Complementarietà
Se ricerchi la complementarietà utilizza colori che esistono già sul tuo sito, ma inserisci una sfumatura a livello dello sfondo e dei bordi nel punto in cui gli annunci sono inseriti.

Contrasto
Se infine ricerchi il contrasto scegli colori che risaltano rispetto allo sfondo del tuo sito. Il contrasto è consigliato solo per i siti con sfondo scuro; ti consiglio di utilizzare uno stile dell'annuncio con sfondo bianco, bordi bianchi e titoli blu.

Posizionamento e colori non sono ovviamente immutabile, prima o poi gli utenti si abitueranno e non guarderanno più i banner, ci può venire incontro la possibilità di modificare la palette di colori che può essere impostata in maniera tale da essere fissa o alternarsi tra gruppi di colore e la continua sperimentazione nel posizionamento dei banner tramite test A/B, rimando questo argomento ad un futuro articolo.

Ricordate di evitare di ingannare gli utenti inserendo gli annunci troppo vicini al testo, pena cancellazione del vostro account AdSense, ricordatevi di lasciare un bordo di almeno 5 pixel tra il banner e il contenuto per evitare click accidentali

Personalmente non ho mai apprezzato gli annunci all'interno del testo o dei post. Trovo che siano indice di scarsa qualità del sito che ha bisogno di ingannarmi per sopravvivere, ad ogni modo trovate in questo post il modo per inserire AdSense all'interno di un post.

Riepilogando, cerchiamo di focalizzarci su gli aspetti principali:
  • Almeno un annuncio above the fold: possono intercettare gli annunci pagati per impressione.
  • A sinistra è meglio che a destra, quando si tratta di siti e/o blog con lettura da sinistra a destra.
  • Meglio posizionare gli annunci vicino il contenuto: tra il titolo e il contenuto, all'interno del contenuto o subito dopo.
  • Non ingannare gli utenti distanzia gli annunci e non allinearli alle immagini
  • Gli annunci grandi sono migliori di quelli piccoli perché contengono più pubblicità
  • Sperimenta nella posizione e nei colori

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